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Foxconn condizioni di lavoro più "occidentali". Ma robot in arrivo

Foxconn "migliora" la situazione lavorativa dei suoi operai secondo FLA (Fair Labor Association). C'è ancora molto da fare ma si tireranno le somme nel luglio 2013. Ma nel 2014 un milione di robot all'opera.

Foxconn la società taiwanese diventata famosa per produrre alta tecnologia "al prezzo" della stessa vita dei suoi dipendenti pare darsi delle "nuove regole" di lavoro secondo la FLA (Fair Labor Association) organismo internazionale indipendente che si occupa delle condizioni di lavoro. Foxconn è da anni sotto i riflettori mediatici per il fatto che l'azienda è la produttrice cinese di iPhone e iPad e che, nel recente passato, per le condizioni di lavoro "da fame" e "da lager", alcuni dipendenti, disperati, si erano suicidati sul luogo di lavoro. Foxconn aveva cercato di correre ai ripari in senso "cinese". L'azienda aveva prima cercato di prevenire i suicidi munendo le fabbriche di una "rete di protezione" (in modo che chi si lanciava nel vuoto potesse essere catturato "gravitazionalmente") e poi, non contenta, aveva fatto firmare ai dipendenti, nella miglior tradizione del socialismo reale, una carta dove si faceva assicurare dall'operaio che non si sarebbe suicidato. Risultato: una macchia nella lucente e perfetta buccia della mela di Cupertino. Un problema di immagine che aveva fatto muovere anche la buonanima di Steve Jobs in un' impossibile difesa dell'azienda cinese. Ne consegue che Apple avesse dato un aut aut a Foxconn la quale, ubbidiente, ha cominciato ad attuare quel cambio a "360 gradi" che Cupertino chiedeva. La FLA ha visitato tre fabbriche di Foxconn a Shenzhen e Chengdou, teatri di suicidi passati, ed ha trovato la situazione migliorata. Foxconn sta cercando di conformarsi all'orario di lavoro cinese di 40 ore settimanali, portando i suoi dipendenti a lavorare "massimo" 60 ore la settimana, avrebbe migliorato i sistemi di sicurezza e il design delle attrezzature da lavoro, farebbe fare più pause ai lavoratori e avrebbe aperto alla rappresentanza sindacale (in Cina?). Insomma quei "piccoli ritocchi" che fanno molto "occidente" e che farebbero accarezzare uno smartphone senza guardarsi i polpastrelli con troppi sensi di colpa. Ultima verifica della Fair Labor Association a Foxconn per constatare che la "road map" è andata a buon fine sarà a fine luglio 2012. Ma mentre i soliti malpensanti pensano già che la filiera nella costruzione di un oggetto hi-tech è lunga e piena di subappalti, ed altri ripassano l'app 'bannata' per iPhone di Molleindustria "Phone Story" c'è chi ricorda bene che il tempo dell'iPhone et similia "fatto a mano" ha comunque ore contate. Il futuro di Foxconn come di altre aziende hi-tech, nelle zone una volta considerate dagli operai occidentali come "terzo mondo", saranno completamente robotizzate. Entro il 2014 Foxconn "assumerà" un milione di robot (ora alla Foxconn i robot sono solo 10mila) e anche gli operai cinesi "rimpiangeranno" il loro banchetto dove saldavano i processori.

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