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Droni e robot tapperanno le buche della strada. Il sogno di Roma è a Leeds

Roma piena di buche comprerà un drone che le tapperà con infaticabile precisione robotica? La città inglese di Leeds vuole diventare la prima città al mondo che si "autoripara" grazie al lavoro di droni e robot. Il Ministro dell'Università investe milioni di sterline.

Mentre l'Italia va avanti con slogan che ricordano i "bei vecchi tempi" autoproclamandosi un giorno sì e l'altro pure "leader europeo" di qualsiasi settore o addirittura incoronandosi "superpotenza culturale" del pianeta, altre nazioni lavorano e si portano avanti con la ricerca, finanziando con milioni di euro le idee di studenti e ricercatori. E' il caso della città di Leeds, Inghilterra, sede della celebre università (e non solo della squadra di calcio), che vuole diventare il primo luogo al mondo dove tutto funzionerà alla perfezione (dalle strade ai lampioni, dalle buche ai tubi dell'acqua) grazie al'intervento di robot. Anzi di droni come moda vuole che si chiamino questi "servi meccanici" (l'etimologia di robot è proprio questa).

Leeds diventerà quindi la prima città "autoriparante" (e autoriparata) della storia umana grazie ad un progetto finanziato dall'EPSRC (Engineering and Physical Sciences Research Council) ed annunciato dall'omologo britannico del nostro ministro Stefania Giannini, ovvero Jo Johnson. Il finanziamento di 4,2 milioni di sterline si inscrive nel programma strategico del Regno Unito chiamato "Grandi sfide dell'ingegneria" che vuole rinnovare la perfida Albione dalle fondamenta per proiettarla nell'olimpo della ricerca robotico-informatica. Dice il Ministro dell'Università e della Scienza Jo Johnson in occasione dell'annuncio del finanziamento dall'Università di Cambridge: "Stiamo investendo in tutto il Paese per formare una classe di ingegneri e di scienziati di livello mondiale. Vogliamo che il Regno Unito sia il posto migliore in Europa per l'innovazione".

A ben vedere sono le stesse cose che dice anche il nostro Governo, con il piccolo particolare che di soldi non se ne vedono mai e che i talenti, come nostra tradizione, se non sono parenti o amici sono spesso relegati nelle cucine a ramazzar e riassettar di fino. Aspettando come sempre la Fata Turchina, ma lei in Italia potrebbe anche non essere accettata nelle scuole per via della politically correct Genderentola. Intanto i talenti inglesi della robotica con questo finanziamento statale cominceranno a lavorare a stretto contatto con il Municipio di Leeds per sviluppare tre tipi di droni.

Il primo tipo di drone sarà un robot capace, proprio come una scimmia (ma meno dispettosa) di occuparsi della parte "aerea" della città, come ad esempio le luci. Questo drone sarà capace di arrampicarsi sui pali per eseguire attività di riparazione come ad esempio cambiare le lampadine dei lampioni o cambiare le parabole riflettenti. La seconda area di sviluppo dei droni che dovranno riparare Leeds sarà quella che vede il robot che tutti i romani sognano, soprattutto quando vanno in motorino per la Città Eterna o quando spaccano il "braccetto" dell'auto scorrazzando nell'aria tersa della capitale: il robot tappa buche. Il sogno di Roma però si avvererà presto nella città inglese. Il drone che tappa le buche dell'asfalto sarà infatti progettato non sono per ripararle, ma per fare una diagnosi del problema e soprattutto per prevenirle. Il terzo tipo di robot sarà un drone che si muoverà per i tubi della città di Leeds per scoprire eventuali falle e malfunzionamenti nelle condotte dell'acqua (e delle fogne) riuscendo a ripararle e a riportare al centro di controllo i parametri nel corso delle ispezioni. Anche questo a Roma (ma anche a Milano, Napoli, Genova, etc.) sarebbe un robot da inventare se non esistesse già in Inghilterra.

Il professor Rob Richardson della Facoltà di Ingegneria di Leeds, che dirige il Fondo Nazionale per i Sistemi Innovativi dell'Università sottolinea: "I nostri robot effettueranno riparazioni di precisione per evitare la necessità di utilizzare veicoli di grandi dimensioni nel cuore delle nostre città. Useremo le capacità uniche della nostra struttura robotica per fare nuovi, più efficienti robot". Insomma l'alba dei robot riparatori è già iniziata e tra qualche tempo, immaginiamo, l'ennesimo nuovo sindaco di Roma si vanterà di aver sborsato milioni di euro dei contribuenti per comprare un drone "tappa buche". Certo vero paradosso per un'Italia che, da sempre, è leader mondiale del rattoppo.

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