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Da Robocop a RoboSoft: Terminator diventa "soffice" con muscoli di hydrogel

La robotica diventa "soffice" grazie alle nuove tecniche che in questi giorni si stanno ammirando a Livorno con il RoboSoft Grand Challenge, e ai "nuovi muscoli" in hydrogel che promettono protesi per un uomo sempre più bionico, e per robot che sguisceranno invece di muoversi a scatti. Perché il prossimo Terminator sarà più Mario Brega che Arnold Schwarzenegger.

Chiunque conosce (più o meno) la differenza tra hardware e software. L'hardware è la "ferraglia", il software sono i "programmi" che girano in essa. Questa distinzione proviene in realtà dagli albori dell'informatica, quando il computer era veramente hardware (l'ENIAC occupava 200 metri quadrati per un peso di 30 tonnellate), mentre il software, in confronto, era la parte leggera (si pensi alle schede perforate, nastri perforati, ecc.). Ma se l'hardware diventasse software, se l'hardware diventasse cioè "morbido" come il nostro corpo?

Xuanhe Zhao ricercatore al MIT ed inventore di uno speciale hydrogel che rende l'elettronica "strecciabile" osserva: "L'elettronica di solito è dura e secca, mentre il corpo umano è morbido e umido. Se vogliamo mettere l'elettronica a stretto contatto con il corpo umano per applicazioni come il monitoraggio sanitario o la somministrazione di medicinali, è davvero auspicabile rendere i dispositivi elettronici morbidi ed estensibili per adattarsi all'ambiente del corpo umano. Questa è la motivazione per l'elettronica strecciabile".

In pratica Zhao e gli altri ricercatori che hanno contribuito allo sviluppo di questa sostanza gelatinosa (che sopporta molto bene l'estensione e può contenere fili di titanio sottilissimi, che risultano trasparenti, per alimentare led, chip e semiconduttori) stanno pensando a rimpiazzare quell'elettronica "dura" che il corpo umano rigetta, ad esempio, nei trapianti. Da qui al muscolo artificiale il passo è breve, tanto che Bloomberg incomincia ad evocare a proposito di questi hydrogel i muscoli dei futuri cyborg. Per capirsi un cyborg è un "uomo bionico" ("L'uomo da sei milioni di dollari" era tecnicamente un cyborg).

Con l'hydrogel elettronico si supererebbe inoltre la scomodità del cosiddetto "wearable computing", cioè quei computer indossabili (ma non strecciabili) che sono apparsi sperimentalmente per motivi medico-scientifici sui tessuti delle magliette, sui jeans, e addirittura sui tatuaggi (chi ha mai sentito parlare di techtats?). Ma l'hydrogel potrebbe aumentare il confort anche del "wearable monitoring" tipo il "Drain Brain" di Paolo Zamboni che ha controllato, in tempo reale, il flusso venoso di Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ma se questi hydrogel sarebbero perfetti per sostituire i muscoli umani, è certo che potrebbero costituire la nuova "ossatura" dei robot. Un articolo di qualche anno fa, ma molto interessante, proprio perché il marketing era ridotto al minimo, è "Review of Artificial Muscle based on Contractile Polymers" di David L. Brock dove si spiegava (era il MIT del 1991) come la soluzione per la futura cinetica dei robot fosse legata a polimeri (in gel) con la capacità di contrarsi grazie a piccole scariche elettriche, alla temperatura, al PH, eccetera. Nell'articolo si fa notare come i motorini elettrici e financo la pneumatica e l'idraulica non reggerebbero il confronto se al posto di bielle e pistoni ci fosse un cara e vecchia leva muscolare (in hydrogel).

E così la "robotica soffice" avanza, e non solo come "soft power" della cibernetica. Un esempio popolare è il RoboSoft Grand Challenge in programma a Livorno il 29 e 30 aprile. E pensare che una volta c'era solo RoboCop (anche lui cyborg ma durissimo). Una gara di "robot soffici" che utilizzano la "via morbida" per muoversi e interagire con l'ambiente. Questa gara tra 23 team con i loro robot soffici chiuderà la "Soft Robotics Week 2016", la Settimana mondiale della robotica "morbida" ospitata dal 25 aprile proprio nella citta toscana.
Protagoniste italiane della settimana sono state Cecilia Laschi dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e Barbara Mazzolai dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Due scienziate inserite tra le "25 donne geniali della robotica" selezionate dalla community RoboHub a fine 2015, proprio per il loro approccio "morbido" sulla robotica.

E se un giorno un cyborg ci dirà "sta mano po esse fero e po esse piuma: oggi è stata na piuma", non starà facendo l'imitazione di Mario Brega in "Bianco, rosso e Verdone" ma starà rivendicando la svolta soffice di Terminator.

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