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Bosch sfida Monsanto: ecco Bonirob, il robot agricoltore che strappa le erbacce

Dopo le fabbriche i robot arrivano nei campi. Bonirob un robot agricoltore di Bosch sfida i diserbanti chimici "alla Monsanto" riuscendo a "strappare" le erbacce "manualmente" anche molto vicine alle piante "buone". Benedetto da Angela Merkel, il robot agricoltore aiuterà l'agricoltura biologica (ma non i braccianti).

Chi ha mai avuto a che fare con un orto sa che ci sono due metodi per curarlo. Il primo, quello più diffuso e utilizzato (soprattutto dai vecchi marpioni amanti delle soluzioni rapide) è quello di andare "all'agricola" e farsi "prescrivere" un prodotto chimico tossico per spruzzarlo comodamente sul vegetale di turno. Il secondo è quello di fare pazientemente come i bisnonni (il metodo è per lo più seguito dai "giovani"), cioè utilizzare tisane, decotti, macerazioni e soprattutto tecniche "biodinamiche" (cioè "antiche") per far crescere ogni vegetale in modo armonioso. Ma se tra i due agricoltori ci si mettesse anche un robot? Che cosa farebbe un robot agricoltore? Spruzzerebbe il diserbante, userebbe il fuoco (laser?) o strapperebbe manualmente (con le sue pinze alla Robby the Robot) le erbacce? Sarebbe chem o bio? Se prima questa discussione filosofica, "all'ora del vino", come si dice in molti dialetti, poteva essere fatta solo da due amanti della fantascienza (il "chimico" avrebbe citato Skynet-Terminator per il robot sicuramente "diserbante", mentre il "biosinergico" certamente "2002: la seconda odissea" con i robot giardinieri Paperina, Paperino e Paperone ), ora ci pensa addirittura la multinazionale tedesca di Robert Bosch a dare una risposta. Risposta industriale ovviamente, perché secondo le più recenti stime le rese agricole devono aumentare da tre per cento l'anno per tenere il passo con la crescita della popolazione.

Deepfield Robotics è una start-up della Bosch che ha sviluppato un robot agricolo dalle dimensioni di una utilitaria destinato a diventare il "drone agricoltore" del prossimo futuro. La buona notizia è che il robot svilupperà l'agricoltura biologica dato che una delle sue peculiarità è proprio quella di diserbare manualmente. In parole povere il drone "strapperà" le erbacce come la tradizione e l'agricoltura biodinamica vuole ma la manodopera (per lo schema capitalistico odierno) non permette più, per gli evidenti alti costi. E' evidente che il robot agricoltore ha suscitato l'entusiasmo di tutti coloro i quali temono per l'abuso dei fitofarmaci nelle colture. La preoccupazione per la relazione dell'OMS sul glifosato (elemento base dell'erbicida Roundup della Monsanto) che ora è stata parzialmente sconfessata dall'EFSA sta facendo nascere un filone di tecnologie robotiche "alternative" alla chimica per salvaguardare l'ambiente e la salute dei consumatori.

Il nome del robot della Deepfield Robotics è Bonirob. L'idea di Bonirob è riassunta nel paper "Vision-Based High-Speed Manipulation for Robotic Ultra-Precise Weed Control" pubblicato su IROS e firmato da Andreas Michaels, Sebastian Haug, e Amos Alber, ma per chi lo volesse vedere in azione eccolo in mezzo ad un campo. Bonirob si chiama in questo modo perché in tedesco "Bonitur" è il nome del procedimento per la valutazione delle piantine, cioè quel campionamento che gli scienziati vegetali fanno, ad esempio, sulle nuove sementi valutando la crescita, il colore, la forma, il bisogno d'acqua, i possibili attacchi di virus, afidi eccetera. Dato che è sul campo, e non in laboratorio, che si osserva la reale resa delle sementi (e per una ricerca esaustiva si parla di campionare migliaia di piantine), chi meglio di un robot può fare il lavoro? Ed ecco quindi come è venuta l'ispirazione per la crezione di un robot agricoltore che fosse dotato di quattro ruote motrici (di grande precisione) e che avesse una "una pancia vuota" che si potesse riempire, di volta in volta, di macchinari diversi.

Bonirob può ad esempio occuparsi dei test sulle piantine sui filari essendo dotato di un set di tecnologie che gli consente di sapere esattamente dove si trova, grazie ad un radar, al solito GPS ultrapreciso, ed eventualmente anche grazie a dei droni volanti che possono aiutarlo dall'alto. Ma la tecnologia del robot agricoltore, per il controllo dei vegetali, si avvale, oltre che di telecamere ad altissima risoluzione, di quella che oggi viene chiamata "intelligenza artificiale" (ma che in realtà è appena cibernetica con algoritmi ad alta efficienza montati su sistemi informatici velocissimi), che riconosce le forme delle foglie e quindi le piante "buone" da quelle "cattive". I ricercatori spiegano ad esempio come Bonirob sappia riconoscere la differenza tra una foglia di carota e una di camomilla che, appena germogliate, sono molto simili. Questo grazie a tecniche di apprendimento automatico ("machine learning"), le stesse utilizzate dal Motobot della Yamaha che vuole sostituire in futuro Valentino Rossi con un drone. Amos Albert, uno dei papà del robot agricoltore, assicura: "Nel corso del tempo, sulla base di parametri quali il colore della foglia, la sua forma e la sua dimensione, Bonirob impara a differenziare sempre di più e con maggior precisione tra le piante che vogliamo e le piante che non vogliamo". Le piante che "non vogliamo" vengono "terminate" con un pistone d'acciaio, come si vede in questo filmato, che espulso con grande potenza penetra nel terreno in un decimo di secondo, distruggendo la radice della pianta infestante (nel video si vede un povero tarassaco).

La capacità massima del sistema diserbante è di circa 1,75 erbacce al secondo ad una velocità di 3,7 cm al secondo, con una densità di 43 erbacce infestanti per metro. Se le erbacce sono meno dense sul terreno, dice Bosch, la velocità può essere di 9 cm al secondo. Bonirob è il risultato della ricerca Bosch insieme al Ministero dell'Agricoltura tedesco e all'Università di Osnabrúck e alla società Amazone (una società leader nelle macchine agricole). Il drone agricolo è quindi il frutto del sistema Germania tanto che Angela Merkel ha benedetto personalmente il robot agricoltore. Aiuto per l'agricoltura biologica su larga scala ma non certo amico dei braccianti, Bonirob si aggiunge alla disarmante avanzata della robotica iniziata nelle fabbriche della automobili (si legga "Volkswagen: tra 2015 e 2030 robot al posto di operai. Risorgerà luddismo?") E così, nel Mondo Nuovo, anche le braccia rubate all'agricoltura saranno meccaniche.

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