le notizie che fanno testo, dal 2010

Barilla punta a mercato USA. Perché dove c'è crisi, c'è pasta

Barilla ha intenzione di rafforzare marchio e presenza negli Stati Uniti d'America aprendo una catena di ristoranti. Gli americani mangiano ancora poca pasta, ma la crisi, secondo alcuni incrementerà il consumo. Come in Grecia.

Un articolo del Wall Street Journal intitolato "Barilla Makes U.S. Pasta Push" rivela il "sogno americano" della Barilla Spa, che punta a far consumare più carboidrati e quindi più "pasta" agli statunitensi. La Barilla, secondo il WSJ si starebbe progressivamente "liberando" di succhi, biscotti et similia per tornare al core business "classico" dell'azienda. Rilanciare il marchio Barilla nel mondo come sinonimo di "pasta secca" sembra ormai un imperativo per l'azienda di Parma e gli orizzonti di sviluppo sono offerti proprio dagli Stati Uniti. Perché gli americani consumano solo 8.8 chili di pasta a testa, niente in confronto ai monumentali 25,9 chili consumati procapite dagli abitanti del Bel Paese. Guido Barilla, 54 anni, dal quartier generale di Parma commenta al quotidiano USA: "Molti americani mangiano la pasta, ma non così spesso, c'è un indubbio potenziale di espansione negli Stati Uniti". Il WSJ raconta dell'intenzione dell'azienda di aprire una catena di ristoranti a marchio Barilla negli States dove si possa degustare la "vera" pasta, una iniziativa di marketing che potrebbe aiutare le "scarse" vendite della nostro alimento nazionale negli Stati Uniti. Ma la pasta, pensano alcuni analisti, probabilmente si "venderà da sola" nel mondo a causa delle crisi. Va da sè, e la storia lo insegna (anche cinematograficamente) che la pasta rappresenta "l'alimento rifugio" quando i soldi scarseggiano. La carne in proporzione costa troppo, e la famiglia in crisi preferisce riempirsi la pancia con una razione di pasta in più. Si pensi che in Grecia, come riporta il WSJ, c'è stato un forte incremento del consumo di pasta secca rispetto al resto d'Europa. La Grecia ha segnato un consumo pari ad un +3,5% nel primo trimestre 2012 rispetto all'anno precedente, confrontato con le vendite stabili di Italia e Germania. Perché spesso, dove c'è crisi, c'è pasta.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: