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Allergeni nei menù: obbligo dal 13 dicembre. Fipe: serve proroga di 18 mesi

Il 13 dicembre 2014 scatta il regolamento UE 1169/2011 relativo all'etichettatura degli alimenti, che obbligherà ristoranti e pizzerie ad indicare la presenza di allergeni nei piatti del menù. La Fipe-Confcommercio chiede al governo di poter indicare la presenza di allergeni anche a voce, e non solo per iscritto. Inoltre, chiede uno slittamento dei termini perché è stata prorogata l'etichettatura dei prodotti preincartati, che i ristoranti utilizzano.

Il 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il regolamento che obbligherà i 110mila ristoranti e pizzerie ad indicare la presenza di allergeni nei piatti del menù. In una nota, Fipe-Confcommercio sottolinea però che "per un modello di ristorazione come quello italiano che fa della varietà e della non ripetitività dei piatti la propria ricchezza sarebbe improponibile l'imposizione di gestire solo per iscritto la comunicazione ai clienti sia che si tratti di indicarlo nel menù, in un registro, in un cartello o tramite altro sistema equivalente". Fipe-Confcommercio evidenzia inoltre che "esiste un ulteriore problema", facendo notare che "la proroga di un anno per l'etichettatura dei prodotti preincartati secondo le nuove regole rende indispensabile una più ampia proroga, almeno 18 mesi, a beneficio dei ristoranti, che di quei prodotti sono acquirenti". In occasione del tavolo tecnico che si è riunito questa mattina presso il Ministero dello sviluppo economico per discutere del regolamento UE 1169/2011 relativo all’etichettatura degli alimenti, la Fipe-Confcommercio ha quindi chiesto al governo da una parte "la possibilità di comunicare anche a voce la presenza di allergeni nei piatti del ristorante" e dall'altra "la proroga di almeno 18 mesi dell’entrata in vigore del regolamento". Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, commenta: "Siamo consapevoli dell’importanza di dare ai consumatori tutte le informazioni utili a garantirne la sicurezza alimentare ma rifiutiamo che non si lasci l'imprenditore libero di farlo nel modo più adeguato alla propria azienda ed alla propria clientela". Stoppani sottolinea infatti che già "altri Stati membri, tra i quali ad esempio Belgio e Paesi Bassi, stanno adottando provvedimenti nazionali, alcuni dei quali già notificati alla Commissione (europea, ndr), che consentono l’indicazione degli allergeni" a voce da parte del personale del ristorante.

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