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Riforma costituzionale: al via i lavori in una Camera "vuota". M5S minaccia ostruzionismo

Inizia oggi alla Camera dei deputati la discussione generale sulla riforma costituzionale, con il voto finale previsto in settimana. Il M5S minaccia l'ostruzionismo mentre Renato Brunetta di Forza Italia denuncia il fatto che l'Aula "è vuota" e che il clima che si respira "è pesantissimo"

Inizia oggi alla Camera dei deputati la discussione generale sulla riforma costituzionale, con il voto finale previsto in settimana. L'opposizione, in particolare il MoVimento 5 Stelle, ha chiesto di rinviare il voto a dopo il 19 aprile, quando al Senato verrà votata la mozione di sfiducia al governo per la vicenda dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata.
La presidenza della Camera ha assegnato alle dichiarazioni di voto un totale di 12 ore, ma il M5S ha minacciato l'ostruzionismo per far slittare i tempi.
Intanto arriva anche la denuncia di Renato Brunetta che, intervenendo a Montecitorio, osserva che l'Aula "è vuota" e il clima che si respira "è pesantissimo".
"Questa è l'immagine che noi diamo al Paese di un Parlamento che sta per fare la riforma più importante della storia della Repubblica dal punto di vista istituzionale. - osserva l'esponente di Forza Italia - Cambiamo più di un terzo degli articoli della nostra Costituzione, e lo facciamo in un clima di conflitto esasperato, con una maggioranza che approva il provvedimento a colpi di maggioranza. Una maggioranza che è tale solo sulla carta, ma non è la maggioranza che esiste nel Paese". Brunetta ricorda infatti che "la coalizione di centrosinistra ha vinto le elezioni per un 0,37% di differenza, e che grazie a questo 0,37% di differenza, 140mila voti alla Camera, la coalizione ha potuto dotarsi di oltre 140 deputati come premio di maggioranza".
"Ricordo che quella maggioranza non è la maggioranza che governa questo Paese perché quella maggioranza si è dissolta, - prosegue inoltre Brunetta parlando alla Camera - e ricordo anche la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato quei 140 deputati, figli del premio di maggioranza, incostituzionali".

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