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Riforma Pa Madia: abolizione segretari comunali in 3 anni

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato la riforma della Pubblica amministrazione (PA) voluta da Marianna Madia. Tra le novità, la licenziabilità dei dirigenti non assunti per concorso e l'abolizione, in tre anni, dei segretari comunali.

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato la riforma della Pubblica amministrazione, dopo circa 7 mesi di lavoro. Il ministro Marianna Madia ha assicurato che quella della pubblica amministrazione "non è una riforma di settore, ma è una riforma per il Paese, per 60 milioni di cittadini, volta a semplificare la loro vita". Tra le novità della riforma, quella che introduce nel settore pubblico "procedure selettive e comparative, fermi restando i limiti" della legge attuale in merito ad incarichi dirigenziali non assegnati con concorsi, che interromperebbe il meccanismo di chiamata "singola" introducendo invece una selezione per individuare una rosa di candidati. L'articolo dieci della delega PA prevede inoltre che la dirigenza nel settore pubblico sarà articolata in ruoli unificati, con piena mobilità, e l'eliminazione della distinzione in due fasce. I dirigenti collocati in disponibilità, passato un certo periodo, decadranno dal ruolo unico, e quindi diverranno licenziabili. La riforma PA della Madia prevede anche che gli incarichi dirigenziali avranno una durata di tre anni, rinnovabili una sola volta. Nella riforma della Pubblica amministrazione previsto anche il "superamento degli automatismi nel percorso di carriera", che dipenderà dalla "valutazione", cioè dal merito. Nella legge delega inserita anche una una stretta sulle assenze nella Pubblica amministrazione e posta la scure sulle società partecipate.Tra le novità, anche quella che introduce l'abolizione dei segretari comunali. La riforma della PA voluta dalla Madia prevede infatti il superamento della figura del segretario comunale e provinciale, che confluirà nel ruolo unico della dirigenza pubblica. Si prevede però una fase ponte di tre anni durante i quali le funzioni in questione verranno affidate ai dirigenti del ruolo unico provenienti dall'albo dei segretari comunali.

Dopo il via libero della Commissione Affari costituzionali del Senato, che ora passerà al vaglio dell'Aula, Umberto di Primio, sindaco di Chieti e delegato Anci per la Pubblica amministrazione, in una nota commenta: "Condividiamo la riformulazione della delega per la modifica e integrazione del Codice dell’amministrazione digitale, in un’ottica di semplificazione e garanzia del diritto a cittadini ed imprese di accesso in modalità telematica a tutti gli atti, documenti e servizi della Pa. - aggiungendo - Sul punto è necessario avviare immediatamente un approfondimento congiunto rispetto alla decretazione attuativa, in un’ottica di concretezza e rapida attuazione del disegno di semplificazione, utilizzando le migliori esperienze esistenti". Umberto di Primio sottolinea inoltre di condividere "l'intento di non disperdere il patrimonio di competenze dei Segretari comunali, e il conseguente approccio graduale stabilito". Il comunicato dell'Anci prosegue evidenziando quindi che "i punti di criticità riguardano il fronte della semplificazione degli adempimenti amministrativi e dei controlli, e le partecipazioni locali". Di Primio precisa come "gli uffici dei Comuni sono oberati da adempimenti formali che sottraggono risorse ed energie che dovrebbero essere piuttosto impiegate nell’erogazione dei servizi ai cittadini. - concludendo - Abbiamo segnalato in ogni sede questa circostanza, ed abbiamo chiesto di ampliare la delega sulle semplificazioni. Abbiamo ricevuto un riscontro, apprezzabile ma parziale, attraverso la previsione di una razionalizzazione dei flussi informativi delle amministrazioni territoriali verso quelle centrali. In relazione alle norme sulle società partecipate, l’ampiezza della delega non deve concretizzarsi in un’ulteriore stratificazione normativa". Il delegato dell'Anci infine osserva che "è necessaria una delega aggiuntiva finalizzata ad una complessiva semplificazione del sistema dei controlli".

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