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Riforma PA, Italia Nostra: no a silenzio assenso presso le Soprintendenze

Italia Nostra chiede al governo "di non avvalersi di quei contenuti della delega quali il silenzio assenso e il ricorso al prefetto che inopinatamente il Parlamento ha voluto accordare tra le deleghe" della riforma della PA perché "la conservazione del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, tutelato dalla nostra Costituzione, è un principio fondamentale che non può in nessun modo essere esercitato 'a tempo' ".

"Italia Nostra esprime solidarietà al Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, in merito a quanto dichiarato al Corriere della Sera sull'introduzione del 'silenzio assenso' nei procedimenti autorizzativi presso le Soprintendenze, contenuto nell'art.3 del disegno di legge delega Madia (riforma PA) approvato alla Camera e contro il quale anche il Consiglio nazionale del Ministero dei Beni Culturali e i vertici politici del Ministero stesso si sono espressi autorevolmente con condivisione del ministro Dario Franceschini" dichiara in una nota Marco Parini, presidente dell'Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione". "In un Paese come il nostro - sottolinea ancora Parini - la conservazione del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, tutelato dalla nostra Costituzione, è un principio fondamentale che non può in nessun modo essere esercitato 'a tempo' ".
Il presidente di Italia Nostra evidenzia quindi di far "fatica a capire come il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che tanto esalta l'importanza del nostro patrimonio, della nostra storia e delle infinite ricchezze che questo paese unico al mondo offre ai suoi visitatori, possa procedere in una direzione tanto pericolosa quanto sbagliata. - ricordando - Lo svuotamento delle Soprintendenze e il taglio drastico delle risorse praticato negli ultimi anni, ha già impoverito e intaccato gravemente la protezione del territorio. E' necessario attuare delle riforme, non certo indebolendo il sistema di tutele, ma operando in modo esattamente contrario, ovvero rafforzandolo attraverso l'assunzione di personale tecnico qualificato quali architetti, storici dell'arte, archeologi, archivisti per potenziare le Soprintendenze, gli uffici preposti alle procedure di controllo e la gestione di musei, siti archeologici e aree di interesse paesaggistico".
Parini conclude: "Al fine di ottenere quanto sopra, chiediamo al governo di ricondurre a unità politica la propria strategia di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio e, in conseguenza, di non avvalersi di quei contenuti della delega quali il silenzio assenso e il ricorso al prefetto che inopinatamente il Parlamento ha voluto accordare tra le deleghe. - avvertendo - Accade ed è accaduto che decine e decine di contenuti delegati non si siano mai trasformati in decreti legislativi o attuativi da parte dei Governi e credo che un ripensamento in tal senso sia necessario".

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