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Inceneritori: in bozza decreto altri 9. M5S: scelta anti economica e anti ambientalista

Circolerebbe una bozza di decreto per la realizzazione di 9 inceneritori "in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Sardegna e due in Sicilia". Il MoVimento 5 Stelle denuncia: "Appena dieci giorni fa Matteo Renzi e il suo fiduciario Gian Luca Galletti si sperticavano in lodi sull'accordo di Parigi e oggi già lo rinnegano con una scelta anti economica e anti ambientalista".

Circolerebbe una bozza di decreto per la realizzazione di 9 inceneritori "in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Abruzzo, Sardegna e due in Sicilia" come anticipa Il Fatto Quotidiano. Questi inceneritori "dovranno bruciare 1.951.261 tonnellate di rifiuti l'anno". In Italia 40 inceneritori sono già attivi mentre 6 sono in fase di realizzazione. Con questi ulteriori 9 impianti di incenerimento dei rifiuti si arriverebbe quindi ad un totale di 55.
"La notizia dei nuovi inceneritori in arrivo riportata oggi dai giornali purtroppo non ci sorprende. La prima volta il governo ci ha provato ad agosto, poi a Natale. È sempre durante le vacanze che arrivano le trappole. Appena dieci giorni fa Matteo Renzi e il suo fiduciario Gian Luca Galletti si sperticavano in lodi sull'accordo di Parigi e oggi già lo rinnegano con una scelta anti economica e anti ambientalista" denuniciano in una nota i deputati della Commissione Ambiente del MoVimento 5 Stelle. Il pentastellato Salvatore Micillo quindi osserva: "È evidente che quando il governo lascia fare ai parlamentari arrivano i risultati in linea con le esigenze del Paese, vedi collegato ambientale. Poi però il giorno dopo si accorgono delle decisioni assunte con accordi trasversali e con un assolo di Palazzo Chigi cercano di rovesciarle. Il M5S quindi ricorda che "nel 2014 gli inceneritori hanno ricevuto 585 milioni di euro dal Gse in incentivi, lo stesso Gse ha ammesso che il 64% degli impianti controllati li riceveva illecitamente. - sottolineando - Un inceneritore autoconsuma il 95% dell'energia prodotta che però viene incentivata tutta". Micillo conclude: "È il contrario del concetto di economia circolare con la quale si riempiono la bocca. È anti economico e contrario all'ambiente e alla salute pubblica".

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