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Renzi: rivoluzione pazzesca su enti ricerca. Cnr, Inaf, Infn: sia per competenze

MAtteo Renzi annuncia "una rivoluzione pazzesca" che prevederà "la riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando 20 enti che svolgono funzioni simili". I presidenti del Cnr, dell'Inaf e dell'Infn auspicano quindi degli "accorpamenti per competenze" nonché la nascita di una Agenzia di finanziamento della ricerca.

La riforma della pubblica amministrazione annunciata dal governo Renzi passa anche dalla riorganizzazione degli enti di ricerca. Matteo Renzi ha promesso "una rivoluzione pazzesca" che prevederà "la riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando 20 enti che svolgono funzioni simili". I presidenti del Cnr, dell'Inaf e dell'Infn auspicano quindi degli "accorpamenti per competenze". Il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR), Luigi Nicolais ammette infatti che "gli enti pubblici hanno bisogno di una riorganizzazione, così come tutto il settore della ricerca pubblica deve essere considerato un comparto a parte. - sottolineando - E’ comunque difficile dare un giudizio globale sulla base di una dichiarazione così sintetica. Ad esempio, bisognerebbe chiarire come potrebbe avvenire l’accorpamento dei 20 enti citati da Renzi, che comprendono i 12 che dipendono dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, più otto che dipendono da almeno altri 6 Ministeri, come Agricoltura, Sviluppo economico, Salute, Ambiente". Il presidente del CNR spera inoltre che Matteo Renzi prenda in considerazione l’idea di un’Agenzia di finanziamento della ricerca, da distinguere dall’accorpamento". Anche per il presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Giovanni Bignami, l’accorpamento dei 20 enti potrebbe essere inteso come "verificare le contiguità e le sinergie esistenti fra i 20 enti pubblici di ricerca e procedere di conseguenza a degli accorpamenti" mentre il presidente dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, pur sottolineando che "l’attuale sistema ricerca è imperfetto e non si può lasciare così com’è" precisa che intende aspettare il "disegno di legge" prima di discutere su come perfezionarlo.

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