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Cannes vieta burkini in spiaggia perché è simbolo religioso. E la muta da sub?

Il sindaco di Cannes vieta il burkini in spiaggia perché "ostenta in modo eccessivo l'appartenenza religiosa".

"L'ingresso in spiaggia e al mare è vietato a tutte le persone che non hanno un abbigliamento corretto, rispettoso dei buoni costumi e della laicità". Letto così il decreto firmato il 28 luglio dal sindaco di Cannes (Francia) farebbe pensare ad un divieto di balneazione per tutte quelle donne che decidono per esempio di godersi il Sole in topless e per tutti quegli uomini che magari ai bermuda preferiscono un ben più audace tanga per estendere al massimo l'abbronzatura.

Poi però l'occhio si sofferma sulla frase "laicità" e non si capisce come tale termine possa sposarsi ad un abbigliamento da mare. La spiegazione arriva se si continua a scorrere l'ordinanza che spiega come "un capo d'abbigliamento da spiaggia che ostenti in modo eccessivo l'appartenenza religiosa, nel momento in cui la Francia e i luoghi di culto religioso sono nel mirino del terrorismo, è suscettibile di creare disagi all'ordine pubblico, disagi che è necessario prevenire".

Altro che buon costume. Quello del sindaco di Cannes appare proprio un attacco alla religione, in questo caso musulmana. Ad essere stato vietato infatti nelle spiagge (e persino nei bagni) di Cannes è il cosiddetto burkini (burqini), un costume disegnato dalla stilista australiana di madre libanese Aheda Zanetti, che copre tutto il corpo, ad eccezione del viso, delle mani e dei piedi, ma è sufficientemente leggero da permettere di nuotare. Per il sindaco di Cannes il burkini rappresenta invece una "'uniforme' simbolo dell'estremismo islamico".

A dispetto di quanto sostiene Papa Francesco, quella che si sta combattendo assomiglia quindi sempre di più ad una "guerra di religione" visto che scegliere di andare al mare non completamente svestiti non dovrebbe recare offesa alcuna a rigor di logica. In attesa che qualcun'altro, in stile politically correct, cominci a vietare anche croci, rosari e kippah sulla sabbia (almeno per il momento), il consiglio per le donne musulmane che non intendono rinunciare ad un bagno al mare (e ai propri diritti) è quello di andare in spiaggia con una muta da sub. Molto simile al burkini ma evidentemente non multabile.

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