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Trivelle: sì a referendum su durata concessioni. Italia Nostra: quasi tutte entro le 12 miglia

Nella legge di stabilità 2016 il governo ha mantenuto la norma che stabilisce che la concessione per le trivellazioni "dura finché dura il giacimento". La Coste Costituzionale ha però ammesso il referendum che permette di far decadere la norma. Soddisfazione da Italia Nostra poiché, ricorda: "La maggior parte delle perforazioni si svolgono entro le 12 miglia dalla linea di costa, nel Mare Adriatico addirittura 5 miglia".

Nella legge di stabilità 2016 il governo ha mantenuto la norma che stabilisce che la concessione per le trivellazioni "dura finché dura il giacimento". "Il che significa garantire la manutenzione degli impianti, l'impatto ambientale degli stessi e anche circa cinquemila posti di lavoro" conferma l'esecutivo anche dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile uno dei sei quesiti presentati in materia di estrazione di idrocarburi, cinque dei quali decaduti dopo le modifica alla legge di stabilità che hanno introdotto il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia mare. Il quesito del referendum riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate e a proporlo sono stati nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise).

Ad esprimere soddisfazione per la decisione della Consulta di ammettere il quesito referendario contro le trivelle e le ricerche in mare degli idrocarburi dei giacimenti già concessi è l'associazione Italia Nostra. "Si tratta di un problema sentito in tutto il Paese perché impatta direttamente con la salute dei cittadini, con l'integrità del nostro paesaggio e del nostro patrimonio culturale. Non si bilancia l'interesse economico, peraltro modesto, del ritrovamento di gas o petrolio con la tutela di tutto ciò" sottolinea in una nota Marco Parini, presidente di Italia Nostra, la quale spiega: "Le attività di ricerca petrolifere e di perforazione dei fondali minacciano in modo irreversibile il nostro ecosistema provocando danni gravissimi sull'habitat marino e sulle coste. La maggior parte delle perforazioni, infatti, si svolgono entro le 12 miglia dalla linea di costa, nel Mare Adriatico addirittura 5 miglia. In mancanza di questo referendum, tutti i procedimenti per i progetti di esplorazione riavviati, circa 40 concentrati in modo particolare fra il canale di Sicilia, l'Adriatico centrale, le Tremiti e il mar Jonio, area marina vietata alle attività di ricerca di petrolio fino al luglio 2011, grazie all'art. 35 del Decreto sviluppo e ad alcune norme dello Sblocca Italia si realizzerebbero in tempi molto brevi".

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