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Referendum trivelle 17 aprile, l'appello: Mattarella non firmi decreto

Il governo Renzi ha deciso di fissare la data per il referendum sulle trivelle il 17 aprile 2016 perché "ha paura dell'election day" come denuncia Legambiente che chiede al Capo dello stato Sergio Mattarella di non firmare il decreto anche perché "sulle trivelle, dinanzi alla Corte Costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione".

Nella serata di ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l'indizione del referendum popolare relativo all'abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento. Il governo ha fissato però la data del referendum a domenica 17 aprile 2016, ignorando gli appelli all'election day (quindi il voto con le amministrative), che avrebbe non solo favorito il raggiungimento del quorum ma anche un risparmio per le Casse dello Stato pari a circa 300 milioni di euro, spesa che due date separate per le votazioni comportano.

"Con 300 milioni di euro si potrebbe rendere più sicuro il nostro Paese agendo sul dissesto idrogeologico, si potrebbero disinquinare i nostri fiumi e i tanti tratti di mare oggi non balneabili, si potrebbe potenziare il trasporto pubblico e migliorare la vita e la salute di milioni di pendolari, si potrebbe finanziare il sistema delle aree naturali protette italiane" evidenzia Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. "La decisione del governo di fissare il referendum sulle trivellazioni in mare tra due mesi, e di non accogliere la richiesta di accorpare il referendum prossime alle elezioni amministrative, è l'ulteriore dimostrazione che questa consultazione disturba" osserva anche Rossella Muroni, presidente di Legambiente, aggiungendo: "Evidentemente l'esecutivo teme che gli italiani ne valutino fino in fondo la portata e si dimostra riluttante ad affrontare seriamente e democraticamente la questione energetica".

Legambiente denuncia inoltre che il governo Renzi nel fissare una data così ravvicinata per il referendum non ha tenuto conto (o forse sì?) che sulle trivelle, dinanzi alla Corte Costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione, la cui ammissibilità verrà decisa a breve. "Qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, il referendum potrebbe svolgersi su tre quesiti e non solo su uno" sottolinea Muroni, spiegando che "adesso si rischia anche il paradosso che gli italiani, dopo il 17 aprile, potrebbero essere nuovamente chiamati a votare, sullo stesso tema, in una terza data, con ulteriore spreco di risorse". Legambiente si appella quindi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "affinché non firmi il decreto" che stabilisce la data del referendum del 17 aprile.

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