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Referendum Grecia 5 luglio: vittoria del sì? Sondaggi "falsati"

In queste ore i sondaggi in merito al referendum del 5 luglio in Grecia vedono il "sì" in leggero vantaggio rispetto ai "no". Non tutti i dati dei sondaggi, però, corrispondo al vero. La società GPO, che ha condotto un sondaggio per contro della BNP Paribas, rivela infatti che alcuni dati fatti circolare dai media sono stati riportati in "maniera frammentaria". Chi ha quindi interesse alla vittoria del "sì"?

Mentre il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker interviene nuovamente sul referendum ellenico del 5 luglio, affermando paradossalmente che se vincesse il "no" la Grecia sarebbe indebolita, si scopre che alcuni sondaggi sono stati riportati "falsati". In tv, ai telegiornali e sui principali media mainstream italiani e non solo, infatti, viene riportato che secondo gli ultimi sondaggi sul referendum del 5 luglio il "sì" sarebbe in vantaggio rispetto ai "no". Questo vorrebbe dire che i greci sono favorevoli al piano di salvataggio proposto dalla Troika, nonostante la stessa abbia imposto delle riforme e un'austerità che ha portato la Grecia letteralmente alla fame. Per esempio, un sondaggio pubblicato da molti media ieri, indicato come condotto dalla GPO per conto della BNP Paribas, svelava che il "sì" era al 47,1% contro l'appena 39,3% dei no. I greci hanno quindi abbandonato Alexis Tsipras? Non hanno compreso che solo votando "no" potranno tentare di rompere quel circolo vizioso che ha portato la Grecia più di una volta ad un passo dal fallimento? A quanto pare, non è proprio così. In un comunicato, infatti, la società che ha condotto il sondaggio ha rivelato che i dati diffusi dai media in merito al referendum del 5 luglio sono stati riportati in "maniera frammentaria" e "all'insaputa della GPO". A questo punto, la domanda sorge spontanea: perché? chi ha fatto circolare dati "falsati" su un tema così importate visto che riguarda la vita di milioni di persone? Per trovare la risposta è probabile che basterà individuare chi ha davvero interesse alla vittoria del "sì".

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