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Referendum: 4 SI. Nucleare addio. Sondaggi Berlusconi dicevano il vero

Gli italiani hanno detto no alla privatizzazione dell'acqua, al legittimo impedimento e hanno detto addio (ancora) al nucleare, e Berlusconi ora spiega che c'era qualcuno che non riteneva il referendum "lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse".

Era dal 1997 che il referendum non riusciva a superare il quorum in Italia. Il 12 e 13 giugno 2011, invece, circa il 55,80% degli italiani ha fortemente voluto dire la sua su quattro quesiti importanti per il futuro del nostro Paese. O meglio. Ha bocciato 4 leggi fortemente volute dal governo e da sempre mal viste da una parte di cittadini che hanno giocato tutte le carte, compresa quella del referendum che si credeva perso in partenza, pur di non accettare passivamente delle decisioni prese unicamente dall'alto e per interesse di parte, visto che come sottolinea Nichi Vendola oggi "perde l'Italia delle lobbies". Il governo ha cercato di "boicottare" il referendum, fino quasi all'ultimo giorno quando dalla televisione sono riecheggiati vecchi appelli che incoraggiavano gli elettori "ad andare al mare". Per questo qualcuno forse potrebbe aver storto un po' il naso quando ha sentito che Silvio Berlusconi, attraverso una nota di Palazzo Chigi, ha dichiarato che "l'alta affluenza nei referendum dimostra una volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni sul nostro futuro che non può essere ignorata - e - Anche a quanti ritengono che il referendum non sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse, appare chiaro che la volontà degli italiani è netta su tutti i temi della consultazione - concludendo infine - Il Governo e il Parlamento hanno ora il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum". Potrebbe far storcere il naso perché Silvio Berlusconi già a fine aprile, e probabilmente anche prima, doveva aver inteso bene qual era la volontà degli italiani, grazie ai "sondaggi che noi abitualmente facciamo sull'opinione pubblica" come aveva ammesso durante la conferenza stampa con Nicolas Sarkozy (Berlusconi sul nucleare: ecco cosa ha detto parola per parola - http://is.gd/zHZY54). In quell'occasione il Presidente del Consiglio si era soffermato in particolar modo sul nucleare, tema trainante (insieme a quello dell'acqua) del referendum del 12 e 13 giugno. Era proprio Berlusconi ad ammettere che se fossimo andati al referendum "il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire" (i suoi sondaggi dicevano quindi il vero) e che il governo aveva introdotto la moratoria proprio per prendere tempo, anche perché "con la Francia abbiamo stipulato molti contratti", spiegava il premier, che stavano "andando avanti". E allora chi rientra quindi tra coloro che non ritengono che il referendum "sia lo strumento più idoneo per affrontare questioni complesse"? La risposta sembra essere ormai sotto gli occhi di tutti. E tutti cominciano a vederla.

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