le notizie che fanno testo, dal 2010

Legge elettorale: Casini con Maroni. Calderoli: porcellum fu ricatto

Il referendum per abolire il porcellum infiamma la politica, che forse non si aspettava un milione e 200mila firme raccolte in così breve tempo. E tra un tira e molla anche la "confessione" di Calderoli: "La Lega era a favore del Mattarellum ma fummo ricattati".

Il referendum per abolire il cosiddetto "porcellum", o meglio ancora la legge elettorale "porcata" come la definì a suo tempo lo stesso Roberto Calderoli, continua ad infiammare gli animi e soprattutto sembra andare a spianare strade che finora erano sembrate impervie e difficili da scalare. In piena crisi economica, con l'Italia che nei prossimi mesi dovrà incassare tagli ed aumenti di spesa per non fallire, Pier Ferdinando Casini ribadisce che la maggioranza è in "stato confusionale", e siccome il referendum l'hanno già sottoscritto un milione e 200mila persone, forse è "molto meglio dare la parola ai cittadini, che è sempre un grande fattore di democrazia" ammette il leader dell'Udc. Casini, che non auspica certo il ritorno del "mattarellum", dà quindi ragione al ministro degli Interni Roberto Maroni che si dice "impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo", sostenendo che si dovrebbe "procedere al referendum". Il fatto poi che Gianfranco Fini auspichi che "si faccia una legge elettorale in Parlamento con una maggioranza la più ampia possibile e un po' più ampia di quella che ha oggi il governo", lascia intendere che da più parti si comincia a spingere affinché si vada ad elezioni anticipate. E mentre Ignazio La Russa propone di aggiungere al "porcellum" anche "la scelta dei candidati", che però non basterebbe per evitare il referendum, torna a parlare della sua "creatura" Calderoli, rivelando che a suo tempo la "Lega era a favore del Mattarellum ma fummo ricattati". "Fummo ricattati da Casini e dall'Udc per introdurre un sistema proporzionale – ha spiegato Calderoli in un'intervista al Tg1 - da Fini che voleva le liste bloccate e Berlusconi che voleva il premio di maggioranza", concludendo maliziosamente che anche la sinistra diede la sua "collaborazione non dicendo nulla". Calderoli respinge quindi l'idea del voto, affermando che l'obiettivo del governo, invece, sarebbe quello di "trasformare l'attuale legislatura in una legislatura costituente". Una strada che impedirebbe la richiesta di una chiusura anticipata della legislatura. Ma d'altronde il PD sembra favorevole sì ad "un passo indietro di Berlusconi", come spiega Rosi Bindi, ma anche ad un "governo di responsabilità nazionale per fare anche la legge elettorale".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: