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Standard & Poor's: Italia ad un passo da essere Paese "spazzatura"

Standard & Poor's ha deciso di tagliare ulteriormente il nostro rating, che passa da BBB con outlook negativo a BBB- con outlook stabile. S&P non crede che il Jobs Act creerà infatti "occupazione nel breve termine".

L'Italia è ben lontana dall'uscire dalla crisi, visto che anche Standard & Poor's ha deciso di tagliare ulteriormente il nostro rating, che passa da BBB con outlook negativo a BBB- con outlook stabile. Con questo rating, l'Italia si accomuna quindi a Paesi la Bulgaria e la Romania. Standard & Poor's non crede infatti che il Jobs Act (i cui decreti attuativi devono ancora essere scritti) creerà "occupazione nel breve termine", sottolineando che "come conseguenza il già elevato tasso di disoccupazione, potrebbe peggiorare". L'agenzia di rating rivede al ribasso anche le "stime medie di crescita del Pil reale e nominale per il periodo 2014-2017" che passano dall'1% e 1,9% al 0,5% e 1,2%. Standard & Poor's rivede anche le stime sul debito pubblico italiano, questa volta però al rialzo, poiché a fine 2017 si calcola sarà pari a 2.256 miliardi, 80 miliardi in più, equivalente al 4,9% del nostro Pil 2014. Fonti governative però sembrano soddisfatte del taglio di rating, spiegando solo che il 'downgrading' dell'Italia da parte di S&P non rappresenta una bocciatura del Jobs Act, visto che in sostanza l'agenzia invoca solo una accelerazione sulle riforme. Eppure, il livello BBB- è solo ad un passo da quello «junk», spazzatura.

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