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Fitch taglia rating Italia. Colpa incertezza politica post elezioni

Fitch raglia il rating dell'Italia, che passa da A- a BBB+. La colpa, secondo l'agenzia di rating, risiede nel "risultato inconcludente delle elezioni" ed osserva che "la maggiore incertezza politica non presenta un contesto favorevole per l'avvio di ulteriori misure di riforma strutturale, e ciò costituisce un ulteriore shock negativo per l'economia reale in mezzo alla profonda recessione".

Solo il giorno prima il presidente della BCE Mario Draghi assicurava che "i mercati sono stati meno colpiti dal risultato delle elezioni rispetto ai politici stessi o a noi, perché capiscono che si tratta di democrazia". Ad essere rimasta invece particolarmente colpita da come siano terminate le elezioni è l'agenzia di rating Fitch, che non ci ha pensato troppo prima di downgrade ulteriormente l'Italia. Fitch taglia infatti il rating dell'Italia da A- a BBB+, con outlook negativo. Il motivo? Fitch lo spiega chiaro e tondo nel suo report: la colpa risiede nel "risultato inconcludente delle elezioni parlamentari italiane il 24-25 febbraio" osservando come sia "improbabile che venga formato un nuovo governo stabile nelle prossime settimane". Ad un governo PD appoggiato dal MoVimento 5 Stelle, sembra crederci quindi solo Pier Luigi Bersani. Di certo, non ci spera Fitch, che sottolinea come "la maggiore incertezza politica non presenta un contesto favorevole per l'avvio di ulteriori misure di riforma strutturale, e ciò costituisce un ulteriore shock negativo per l'economia reale in mezzo alla profonda recessione". Sempre nel report, Fitch prevede una contrazione del PIL italiano del 1,8% nel 2013, chiarendo che "i dati confermano che la recessione in corso in Italia è tra le più profonde d'Europa. - aggiungendo - La posizione di partenza sfavorevole e alcuni sviluppi recenti, come la caduta inaspettata dell'occupazione ed indicatori di fiducia persistentemente deboli, aumentano il rischio di una recessione più lunga e profonda di quanto precedentemente previsto". Un quadro quindi tutt'altro che rassicurante. Fitch inoltre evidenzia che "a causa della recessione più profonda e il suo impatto negativo sul disavanzo nominale di bilancio, il debito lordo delle amministrazioni pubbliche (GGGD) raggiungerà il picco nel 2013 di quasi il 130%". Ed ecco la preoccupazione di Fitch, che lo ha mosso a downgradare il rating dell'Italia: "Un governo debole potrebbe non essere in grado di rispondere agli shock economici interni o esterni". L'agenzia Fitch spiega comunque di aver deciso per un rating BBB+ (e non più basso) visto che comunque ancora l'economia italiana si presenta "relativamente ricca, diversificata e con alto valore aggiunto, con un livello moderato di indebitamento del settore privato", plaudendo inoltre "i progressi compiuti nel corso degli ultimi due anni del consolidamento fiscale". Fitch inoltre crede che "le misure fiscali già adottate dovrebbe essere sufficienti a fornire un ulteriore restringimento del deficit di bilancio nel 2013, nonostante la perdurante fase di recessione" e sottolinea che "in termini strutturali" l'Italia potrebbe essere in grado quindi di "raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013", come promesso. A far mantenere una BBB+ all'Italia anche "i bassi rischi potenziali di bilancio del settore bancario, una posizione di bilancio vicino a quello necessario per stabilizzare il debito pubblico in rapporto al PIL, e la fiducia del sistema pensionistico sostenibile sulla base della solvibilità a lungo termine dello Stato italiano". Tutto ciò, però, non basta a far passare da negativo a positivo l'outlook, cioè le previsioni che l'agenzia di rating ha sull'Italia.

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