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Rapinatore "gentile" arrestato a Verona. Lo faceva per i tre figli

Si scusava mentre faceva le rapine, sempre nella stessa farmacia. Il rapinatore gentiluomo di Verona è stato arrestato dalla Polizia , ma per ora è solamente indagato. Lo faceva per la sua famiglia, aveva perso il lavoro.

A Verona un uomo aveva rapinato per due volte a marzo scorso, a distanza di pochi giorni, la stessa farmacia. Delle rapine un po'fuori dal comune, per la verità, quasi cinematografiche, di quel genere che però non ha niente a che vedere con ladri violenti ed omicidi, ma con quel genere di rapinatori un po' "imbranati" che non vogliono fare del male a nessuno.
In effetti il veronese di 52 anni fermato da un poliziotto mentre si avvicinava con fare sospetto ad una nuova farmacia, è un rapinatore "particolare".
Da qualcuno è già stato soprannominato il "rapinatore gentile" o il "rapinatore gentiluomo", dato che nelle due rapine alla stessa farmacia (la prima aveva fruttato 1.400 euro e la seconda 1.200 euro) si scusava con i farmacisti e diceva che lo faceva per bisogno dato che aveva tre figli e aveva perso il lavoro.
Quando l'uomo è stato fermato dal poliziotto, anche se non aveva fatto niente in quel momento, ha subito "vuotato il sacco" raccontando delle due rapine.
Il "rapinatore gentiluomo" in Questura ha spiegato la sua situazione e, pentito per i gesto, ha educatamente e con molta gentilezza confessato le rapine.
Per questo, raccontano le cronache locali, è stato "confortato" dagli agenti, che temevano altresì che l'uomo potesse fare dei gesti inconsulti.
Così per la sua gentilezza, per il sincero pentimento e naturalmente anche per il fatto che l'uomo fosse incensurato, il rapinatore reo confesso per ora è solo indagato.
La vicenda porta alla luce quanto la crisi stia incidendo sulle famiglie anche al Nord.
Il "rapinatore gentile" di Verona è un fatto di cronaca che a Genova avrà ricordato quella del "rapinatore gentiluomo".
Nel 2008 era stato infatti arrestato un uomo pluripregiudicato che, gentilissimo anche lui, rapinava le donne lasciando una rosa rossa per ogni rapina. Per questo era stato soprannominato il "ladro gentiluomo" (come Lupin) o appunto il "rapinatore gentiluomo". Una rosa una rapina, era il suo motto.
E agli agenti aveva spiegato: "Era un modo per farmi perdonare". Per il "rapinatore gentiluomo" di Verona, invece, pensano già in tanti, è la società che dovrebbe farsi perdonare.

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