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Manduria: tentò rapina ad un supermercato nel 2013. Incastrato dal DNA

"I militari dell'Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Manduria hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un manduriano, classe 1995, ritenuto responsabile di una tentata rapina aggravata in concorso e ricettazione" avvenuta nel 2013, viene fatto sapere in un comunicato dei militi. Ad incastrarlo, il DNA.

"I militari dell'Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Manduria hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un manduriano - si informa in una nota dall'Arma -, classe 1995, in atto detenuto in regime di arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, ritenuto responsabile di una tentata rapina aggravata in concorso e ricettazione."
"Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del Tribunale di Taranto - rileva la Benemerita -, su richiesta del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica del capoluogo jonico, che hanno concordato appieno con le risultanze investigative del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Manduria. Le indagini sono state avviate la sera del 22 giugno 2013, quando due individui travisati da passamontagna ed armati di pistola giocattolo, giunti a bordo di uno scooter, risultato poi rubato quattro anni prima ad un cittadino del posto, tentavano una rapina presso un supermercato di Manduria."
I militi riportano in conclusione del comunicato: "Si avviava subito un'attività info-investigativa che permetteva di recuperare ed analizzare il motociclo, il casco ed alcuni indumenti utilizzati nella rapina, e poi abbandonati, dai malfattori. L'attenta ricostruzione degli eventi criminosi, l'ascolto delle dichiarazioni dei testimoni oculari, l'accurata analisi dei filmati dei circuiti di video-sorveglianza, l'esaltazione di alcune impronte papillari presenti sul casco indossato durante l'azione delittuosa, hanno fornito agli investigatori chiari e concordanti elementi di colpevolezza nei confronti del manduriano. Elementi indiziari che, dopo l'analisi condotta dal Ris sui reperti sequestrati, dai quali si riusciva ad isolare il genotipo del DNA di costui, possono ritenersi gravi e concludenti e tali da provare che il 20enne è stato uno degli esecutori materiali della rapina. Espletate le formalità di rito, il giovane è stato associato presso la Casa Circondariale di Taranto."

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