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Sequestro lampo tesoriere Berlusconi: scambio con atti Lodo Mondadori

Giuseppe Spinelli, ragioniere e uomo di fiducia di Silvio Berlusconi, è stato vittima di un sequestro lampo insieme alla moglie. I rapitori volevano 35 milioni (non pagati) in cambio di documentazioni per ribaltare la sentenza sul Lodo Mondadori. Arrestati tre italiani e tre albanesi. Ghedini: "Sequestratori non avevano in mano assolutamente nulla".

Giuseppe Spinelli, ragioniere e uomo di fiducia di Silvio Berlusconi noto alle cronache per via del caso Ruby e per i pagamenti delle cosiddette Olgettine, è stato vittima di un sequestro lampo nella sua abitazione di Bresso (Milano), insieme alla moglie Anna. Secondo le ricostruzioni di Spinelli e della moglie, la sera del 15 ottobre scorso, intorno alle ore 21:45, i due sono stati tenuti prigionieri nella loro casa da tre sequestratori, fino alle ore 9 del 16 ottobre.

IL RACCONTO
Giuseppe Spinneli, tesoriere di Silvio Berlusconi, il 3 ottobre denuncia ai carabinieri di Bresso alcuni movimenti strani attorno alla sua abitazione. La moglie Anna spiega ai pm che coordinano l'indagine che il giorno 15 ottobre riceve due strane telefonate che l'avrebbero spaventata, tanto da aver attivato l'allarme nell'abitazione. Pare che anche altri inquilini del palazzo abbiano notato il giorno del sequestro e in quelli immediatamente precedenti, dei movimenti strani. Intorno alle ore 21:45 Giuseppe Spinelli torna a casa e, uscito dall'ascensore, suona alla moglie. La donna, riconoscendo il marito, disinserisce l'allarme e apre la porta. Due malviventi, però, incappucciati con dei passamontagna, escono improvvisamente dal pianerottolo dove erano nascosti, strattondano Spinelli e la moglie per farli entrare in casa, dove rimarranno fino alle ore 9:00 del mattino dopo. Uno dei malviventi, mettendo una mano in faccia a Spinelli nell'atto dell'aggresione, gli avrebbe rotto anche gli occhiali. Inizia quindi una notte di paura per i due coniugi. Uno dei due banditi, quello che la moglie di Spinelli definisce come "il più gentile", le lascia intendere che non succederà niente di male dicendole: "Tranquilla signora, anch'io ho una mamma". La donna tira quindi fuori un rosario e inizia a pregare con il marito, e lo stesso malvivente ammette: "Anch'io sono credente". I due coniugi raccontano poi che intorno alle ore 2:00 di notte è arrivato anche un terzo sequestratore, quello che la moglie di Spinelli ha avuto l'impressione che fosse il capo. Unico indizio, il fatto che indossava un paio di scarpe rosse, tipo Superga, con i lacci colore nero. A quel punto, verrebbero spiegate le richieste dei sequestratori. I banditi presenterebbero a Giuseppe Spinelli un documento ingiallito, un DVD e una chiavetta USB che conterebbero materiali e documenti per ribaltare la sentenza sul Lodo Mondadori, dove Silvio Berlusconi è stato condannato a risarcire Carlo De Benedetti per 560 milioni di euro . Inoltre, tra tale presunta documentazione, ci sarebbero persino le prove del fatto che Gianfranco Fini si sarebbe messo d'accordo con dei magistrati per incastrare Silvio Berlusconi. Di tutto questo materiale, però, non ci sarebbe traccia e lo stesso avvocato Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere, interpellato assicura che i sequestratori "non avevano in mano assolutamente nulla". In altre parole, i sequestratori rapiscono Spinelli e la moglie non potendo raggiungere Silvio Berlusconi, ma è l'ex premier che alla fine dovrebbe pagare il riscatto, che ammonterebbe come da richieste a 35 milioni di euro (somma che non sarebbe stata pagata). Verso le 8:00 del mattino del 16 ottobre, Spinelli viene quindi costretto a chiamare Silvio Berlusconi per raccontargli che delle persone avevano questo tipo di documentazione, pare senza parlargli del rapimento. L'ex premier temporeggia e gli dice di parlare con Niccolò Ghedini, che gli spiega che "se la vicenda era quella che si era prospettata tutto si sarebbe svolto alla luce del sole, stipulando un acquisto di questo materiale avverso un corrispettivo da concordare, ovviamente tutto ciò dopo aver verificato l'autenticità dei filmati". Alle ore 9:00 del 16 ottobre, poi, i sequestratori lasciano l'appartamento degli Spinelli e liberi i due coniugi. La scorta di Silvio Berlusconi porta quindi in un luogo sicuro Giuseppe Spinelli e signora, e solo il pomeriggio del 17 ottobre gli avvocati del Cavaliere denunciano il sequestro alla polizia.

LE INDAGINI
A dirigere le indagini il procuratore aggiunto antimafia Ilda Boccassini. I sequestratori, prima di allontanarsi dall'abitazione di Giuseppe Spinelli, avrebbero portato via le telecamere si sorveglianza della casa. Grazie ad alcuni filmati delle telecamere di sicurezza poste intorno all'abitazione, e al ritrovamento di una impronta digitale, gli investigatori sarebbero riusciti a risalire ai componenti della banda, che sono stati arrestati grazie anche ad intercettazioni telefoniche mentre l'avvocato Ghedini e Berlusconi temporeggiavano sul da farsi, come riporta La Repubblica.

GLI ARRESTI
Da questa indagine, si è quindi giunti all'arresto di tre italiani e tre albanesi: Francesco Leone, un pregiudicato di Bari di 51 anni, specializzato in questo genere di reati nonché ex collaboratore di giustizia di Bari che fino al 1996 ha usufruito del programma di protezione per i collaboratori, arrestato a Paliano (Frosinone), considerato dagli inquirenti l'organizzatore del sequestro; Pierluigi Tranquilli, di 34 anni, residente a Olevano Romano (Roma), pregiudicato, bloccato presso il casello autostradale di Valmontone (Roma) in direzione di Firenze; Alessio Maier, di 46 anni, residente a Malnate (Varese), anch'egli con precedenti, arrestato presso la sua abitazione di Malnate (Varese). Gli italiani sarebbero ritenuti gli ideatori ed organizzatori del sequestro lampo. Arrestati poi anche 3 albanesi pregiudicati di 33, 28 e 39 anni: Ilirjan e Laurenc Tanko e Marjus Anuta. Decine poi le perquisizioni disposte dalla Dda di Milano.

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