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Italiani rapiti in India: le richieste dei Naxaliti e l'ultimatum

Protratto l'ultimatum dei maoisti riguardo la liberazione dei due ostaggi italiani, rapiti in India. Sono 13 le rivendicazioni dei Naxaliti, tra cui il divieto di turisti nella zona di Orissa, perché le tribù sarebbero stanche di essere trattate "come scimmie".

I maoisti dell'Orissa, il gruppo che ha rapito i due italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo in India, spostano di 48 ore l'ultimatum (http://is.gd/43rPrM) per la loro liberazione. La prima scadenza, stando all'audiomessaggio di rivendicazione (http://is.gd/9afXzU), era fissata per domenica 18 marzo, ma a quanto pare è stata posticipata a domani (martedì) sera. Rimangono in piedi, invece, le 13 rivendicazioni dei Naxaliti, il nome con cui vengono chiamati i ribelli maoisti in India, tra cui la liberazione, al posto degli ostaggi italiani, di diversi prigionieri politici (tra cui i leader Gana-nath Patra, Subha-shree Panda e Ashutosh Soren) e la fine dell'operazione 'Green Hunt', iniziata nel 2009 dal governo indiano contro i ribelli maoisti nella regione dell'Orissa. Il governo ha già ordinato, in effetti, la sospensione delle attività militari anti-guerriglia nell'ambito dell'operazione Green Hunt, dando quella prova di "massimo impegno" chiesto dalla Farnesina "alle autorità indiane, a livello federale e statale, per una positiva soluzione del caso". Tra le richieste dei Naxaliti che hanno rapito i due italiani ci sarebbe anche quella di vietare l'ingresso dei turisti nelle zone tribali della regione, anche perché a quanto pare Paolo Bosusco e Claudio Colangelo sarebbero stati sequestrati dai guerriglieri maoisti mentre intenti a fotografare delle donne che si facevano il bagno in un fiume. Nell'audiomessaggio, infatti, pare che i guerriglieri si dicano stanchi di essere trattati dai turisti "come scimmie", accunsando inoltre il tour operator Bosusco di sfruttare le ricchezze della regione di Orissa per il proprio tornaconto.
Sembra comunque che i due ostaggi italiani siano in buone condizioni, tanto che il console generale italiano, Joel Melchiori, giunto nella regione si dice "fiducioso" in un esito positivo della vicenda.

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