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Greta e Vanessa: 11 milioni per rilascio. Ma Gentiloni negò pagamento riscatto

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel corso di una infromativa alla Camera, aveva dichiarato che non era stato pagato nessun riscatto per il rilascio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria nel luglio 2014. L'Ansa però ha ottenuto una copia digitale di una condanna che conferma il pagamento di 11 milioni di euro.

"Quanto al tema dei riscatti, ho letto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento e, in qualche caso, addirittura veicolati da gruppi terroristici. E mi sorprende che a queste illazioni e queste fonti sia stato dato da taluno credito senza alcuna verifica. Io voglio qui ribadire che in tema di rapimenti l'Italia si attiene a regole e a comportamenti condivisi sul piano internazionale e che abbiamo operato in continuità con la linea seguita nel tempo dai Governi che si sono succeduti: non è la linea di questo Governo, è la linea dell'Italia. Noi siamo contrari al pagamento di riscatti e partecipiamo al contrasto multilaterale del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di riscatto e, nei confronti degli italiani presi in ostaggio, la nostra priorità è in ogni modo indirizzata alla tutela della vita e dell'integrità fisica dei nostri connazionali" aveva dichiarato nel corso di una informativa alla Camera il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, commentando la liberazione delle due cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria nel luglio 2014. Gentiloni, in sostanza, aveva affermato davanti al Parlamento che l'Italia non aveva pagato nessun riscatto per il rilascio di Greta e Vanessa ma a quanto pare il ministro degli Esteri non avrebbe detto la verità. Fonti giudiziarie di Aleppo sostengono infatti che per la liberazione di Greta e Vanessa sono stati pagati 11 milioni di euro per il riscatto. A riferirlo l'Ansa che ha ricevuto una copia digitale del testo di una condanna emessa il 2 ottobre dal tribunale Qasimiya del Movimento Nureddin Zenki nella provincia di Atareb secondo cui Hussam Atrash, descritto come uno dei signori della guerra locali, capo del gruppo Ansar al Islam, "si è intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di 11 milioni di euro" pagati per il riscatto di Greta e Vanessa. L'Ansa spiega inoltre che "i restanti 7 milioni e mezzo sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali" come riferiscono fonti di Atareb all'agenzia di stampa. A questo punto, c'è già chi chiede le dimissioni di Paolo Gentiloni.

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