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Diffamazione a mezzo stampa: impegno PD per stop a querele temerarie

Dopo la pubblicazione del dossier "Taci o ti querelo", i senatori del PD Giuseppe Lumia e Monica Cirinnà dichiarano che "bisogna assolutamente fermare il meccanismo delle querele temerarie che mira a tenere in ostaggio i giornalisti".

A fine ottobre Ossigeno per l'Informazione ha pubblicato il dossier "Taci o ti querelo" che presenta e analizza i dati inediti relativi al 2016 sugli effetti concreti che ha avuto l'applicazione della legislazione sulla diffamazione a mezzo stampa in Italia che il Parlamento si è impegnato a riformare, sui procedimenti ai quali ha dato vita e sul loro esito nel periodo 2010-2015.

Uno dei dati più rilevanti è che ogni anno 155 giornalisti sono stati condannati a pene detentive che in media non hanno superato i dodici mesi di reclusione, ma nel complesso hanno fatto cumulare oltre un secolo di carcere, ogni anno. Nel 2016, inoltre, ci sono in media 6.813 procedimenti a carico di giornalisti di cui 5.125 querele infondate. Sono invece 30.000 i giornalisti che hanno subito intimidazioni, il 40% con querele pretestuose.

Ecco perché i senatori del Partito Democratico Giuseppe Lumia e Monica Cirinnà, rispettivamente capogruppo PD e componente della Commissione Giustizia a Palazzo Madama affermano che "bisogna assolutamente fermare il meccanismo delle querele temerarie che mira a tenere in ostaggio i giornalisti che scrivono contro i poteri occulti e mafiosi, esponendosi in prima persona".

"Le azioni giudiziarie pretestuose e potenzialmente pericolose - sottolineano gli esponenti dem - non soltanto congestionano l'attività dei tribunali, ma sono un grave attacco alla libertà di stampa da parte di chi vuole intimorire i giornalisti e la libera informazione".

In due parlamentari assicurano quindi che "l'impegno del PD è quello di intervenire, d'accordo con il governo, per sbloccare al più presto il provvedimento in Commissione Giustizia".

"E' quanto mai necessario, infatti, approvare una normativa chiara per colpire e scoraggiare i tentativi di querele temerarie - concludono - perchè solo così si può garantire il diritto di cronaca che è uno dei cardini della libera informazione e dell'attività giornalistica".

© riproduzione riservata | online: | update: 25/11/2016

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