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I supereroi del terzo millennio non hanno valori né ideali

"Anche i supereroi sono figli del loro tempo e se quelli del terzo millennio sono così aridi non sarà un caso", parola della dottoressa che ha condotto uno studio sulle ricadute psicologiche negli adolescenti che crescono con le storie dei nuovi supereroi.

"Anche i supereroi sono figli del loro tempo e se quelli del terzo millennio sono così aridi non sarà un caso", parola della dottoressa Sharon Lamb, dell'Università del Massachusetts, che ha condotto uno studio sulle ricadute psicologiche negli adolescenti, soprattutti maschi, che crescono con le storie di questi nuovi supereroi proposti anche dal cinema.
I dati non sembrano essere rassicuranti visto che i supereroi di oggi non sembrano trasmettere gli stessi valori e ideali di quelli del passato. Quelli del terzo millennio, come afferma la dottoressa, non insegnano la giustizia sociale, sono maschilisti, spesso prevaricatori, violenti e anche scansafatiche, tanto che "insegnano ai più giovani che essere fannulloni è positivo".
Gli psicologi riunitisi al congresso annuale dell'American Psychological Association hanno infatti sentenziato che non vi sono più personaggi positivi, come quello di Superman, da imitare.
Il Clark Kent giornalista, che lotta per una società migliore sembra non esistere più. Al suo posto solo eroi negativi ma tanto celebrati dai media. Come spiega la dottoressa Lamb, se l'adolescente non capisce che dietro "poteri straordinari" vi è una persona normale, allora il rischio è "che l'immaginario infantile sia ancor più confuso".

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