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Tumore prostata: se colpa è dei geni si sa con test urine

Uno studio dimostrerebbe che si potrebbe prevenire il tumore alla prostata con un banale test delle urine, sufficiente, addirittura con un anticipo di anni dal possibile sviluppo della malattia, ad individuare i soggetti a rischio.

La prostata è un'importante ghiandola dell'apparato genitale maschile collocata nella parte frontale del retto con la funzione di produrre ed emettere il liquido seminale che contiene tutti gli elementi necessari a veicolare e nutrire gli spermatozoi.
La ghiandola prostatica è soggetta a malattie, tra cui la benigna ipertrofia prostatica e il cancro.
Il cancro alla prostata è la patologia maligna più frequente nell'uomo, soprattutto dopo i 50 anni d'età. E' spesso asintomatico e il sospetto della sua presenza si verifica attraverso un esame del sangue atto a rilevare il rialzo del PSA, sostanza che la prostata secerne nello sperma. L'aumento della concentrazione di PSA nel sangue (se i valori superano i 4 ng/ml) può essere il marcatore della malattia in atto.
Come per tutte le neoplasie la migliore cura consiste nella prevenzione. Un tumore diagnosticato in tempo ha ormai un'altissima possibilità di essere vinto definitivamente. Per questo motivo le ricerche degli studiosi sono tese a scoprire indicatori sempre più sensibili che anticipino al massimo il momento della diagnosi.
Per il tumore alla prostata una buona notizia in questo senso sembra arrivata, infatti secondo il quotidiano britannico Telegraph che pubblica i risultati di uno studio apparso sulla rivista Public Library of Science (PLoS One), un banale test delle urine potrebbe essere sufficiente, addirittura con un anticipo di anni dal possibile sviluppo della malattia, ad individuare i soggetti con un elevato rischio di tumore alla prostata.
Il dott. Holmes del "Prostate Cancer Charity", autore della ricerca, ha ipotizzato la presenza di una variante genetica in grado di aumentare del 50 per cento le possibilità di sviluppare il cancro alla prostata negli individui di sesso maschile che la posseggano. La variante è individuabile tramite l'abbassamento della proteina MSMB, che si rileva appunto con un semplice esame delle urine.
Attualmente i ricercatori del "Prostate Cancer Charity" stanno effettuando un nuovo studio nel quale sono coinvolti 1.200 volontari e i cui risultati verranno resi noti entro la fine dell'anno. "Trovare una tecnica che riesca a diagnosticare accuratamente la propensione al tumore alla prostata sarebbe come il Santo Graal nella ricerca in questo campo. Questo spiega perché i risultati sono particolarmente entusiasmanti" ha dichiarato il dottor Holmes.

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