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Processo lungo "manda al macero decine di migliaia di processi"

Il cosidetto "processo lungo", passato al Senato con il voto di fiducia, rischia di "paralizzare la macchina giudiziaria e di esporre al ridicolo l'intero sistema", come denuncia l'ANM. Antonio Di Pietro, intanto, annuncia che presenterà "una mozione di sfiducia nei confronti dell'esecutivo".

Per salvare Berlusconi dai suoi guai giudiziari, mandano allo sfascio la giustizia e il Paese. Ormai questa maggioranza parlamentare ha venduto la propria dignità per una poltrona, e pur di mantenere i propri privilegi manda al macero decine di migliaia di processi". E' così che Antonio Di Pietro, dal suo blog, commenta il voto di fiducia sul cosiddetto "processo lungo", quello che Famiglia Cristiana, in un articolo a firma di Adriano Sansa, giudica come un regalo alla "mafia". Questa norma è stata inserita nel ddl che prevede l'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo, e la forte indignazione che arriva dall'opposizione come dall'ANM e dal CSM è dovuta al fatto che con "le nuove disposizioni verrebbe eliminata la possibilità per il giudice di escludere l'ammissione di prove manifestamente superflue o irrilevanti, mentre potranno essere escluse solo quelle 'non pertinenti' ", come sottolinea in una nota l'Associazione Nazionale Magistrati. In poche parole "in questo modo il difensore dell'imputato potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione di un numero indefinito di testimoni sulla medesima circostanza - spiega ancora l'ANM - Ad esempio, l'imputato che volesse dimostrare come prova d'alibi la sua presenza in una città diversa da quella nella quale è avvenuto il fatto potrebbe chiedere e ottenere la citazione come testimoni di tutti gli abitanti di quella città, senza alcuna possibilità per il giudice di escludere uno o più testimoni". E se per Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, questo provvedimento va "nella direzione opposta rispetto all'Europa", per l'ANM, e non solo, questa è "l'ennesima legge finalizzata a interferire su procedimenti giudiziari in corso, anche a costo di paralizzare la macchina giudiziaria e di esporre al ridicolo l'intero sistema". Al Senato fortissima è stata la contestazione dell'Italia dei Valori, che a più riprese ha esposto dei cartelli con la eloquente scritta "Ladri di Giustizia". Il senatore Luigi Li Gotti (IdV), nel corso della sua dichiarazione di voto, ha prima di tutto sottolineato rivolto alla maggioranza di governo come sia stata una "falsificazione quella di dire che siete stati costretti a porre il voto di fiducia per contrastare l'ostruzionismo dell'opposizione - aggiungendo - Voi siete espressione della decadenza di un potere arrogante, concentrato sulla protezione del capo assoluto; non vi interessano i cittadini. Per anni avete rinunziato al richiamo della coscienza. Voi siete ormai i berlusconiani, ossia l'espressione del berlusconismo, che è la malattia del Paese. Molti di voi, dobbiamo riconoscerlo, provano vergogna. Molti di voi hanno da tempo perso anche la capacità di vergognarsi. Il servilismo, antico male italiano, ha intaccato la mente. Il corpo della politica è invaso dalle metastasi. Voi siete la causa della montante antipolitica, avvilendo il Parlamento, che è visto come il male assoluto. Voi non avete giustificazioni, non potete inventarvene". "Ora darete la fiducia, ma ne sarete travolti, paradossalmente - continua nella sua "arringa" Luigi Li Gotti - più cercate la fiducia per scappare dal Parlamento, più affondate nella sfiducia del popolo italiano. Arroccati in un potere che si sgretola, voi sarete ricordati come la pagina buia della democrazia. Siete assediati dall'esterno e vi assediate vicendevolmente" concludendo che questo governo non cadrà "in piedi, ma con le spalle al popolo, inciampando nel tentativo di scappare e cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere". Antonio Di Pietro annuncia quindi che ha intenzione di presentare "una mozione di sfiducia nei confronti dell'esecutivo" invitando almeno 63 parlamentari (numero minimo per sottoscrivere quest'atto) "dell'opposizione che ancora nicchiano" ad associarsi al più presto a questa iniziativa dell'Italia dei Valori, altrimenti, avverte Di Pietro, "rischiano di diventare complici". Ora il ddl tornerà all'esame della Camera, e se sarà approvato approderà al Quirinale, e già in molti sono curiosi di vedere se Giorgio Napolitano firmerà o meno una legge che, come evidenzia l'ANM, non permetterà più di "celebrare alcun processo in Italia e che gli imputati, anche di fatti gravissimi, saranno prima inevitabilmente scarcerati per la decorrenza dei termini di custodia cautelare e poi prosciolti per prescrizione".