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Processo lungo, CSM: è dirompente. Implosione e morte processo penale

Il plenum del CSM ha bocciato il ddl sul cosiddetto "processo lungo" perché va "in direzione opposta" a quanto stabilito dalla Costituzione, che indica la "ragionevole durata del processo", spiegando che la norma avrà quindi una "portata dirompente". Durissimo Ernesto Lupo: si rischia "l'implosione e la morte del processo penale".

Il plenum del CSM (Consiglio superiore della magistratura) ha approvato (con 18 voti favorevoli e tre contrari ) una proposta di risoluzione che boccia il DDL sul cosiddetto "processo lungo" approvato dal Senato il 29 luglio scorso. La norma sul processo lungo, spiega il CSM, avrà infatti una "portata dirompente" sui procedimenti penali, soprattutto se unite a quelle che riguardano la prescrizione breve, muovendosi "in direzione opposta a quella prescritta dall'articolo 111 della Costituzione, il quale impone la ragionevole durata del processo". Il DDL, spiega sempre il CSM, "legittimando le più varie tattiche dilatorie da parte degli imputati avrà la capacità di rallentare a dismisura la durata di tutti i procedimenti in corso" perché ha come obiettivo quello di "affidare alle parti la dinamica processuale, privando il giudice della possibilità di gestire l'andamento del processo in funzione di un accertamento processuale che si svolga secondo i canoni costituzionali della ragionevole durata". I consiglieri del CSM evidenziano inoltre come sia "contraddittoria ed irrazionale" quella parte del DDL sul processo lungo dove "da un lato consente l'acquisizione delle sentenze irrevocabili ai fini della prova dei fatti accertati, e dall'altro impone di svolgere nuovamente un'istruttoria sugli stessi fatti, solo che l'imputato lo chieda". Estremamente duro anche il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, che nel dibattito che ha anticipato il voto afferma che il processo lungo rischia "l'implosione e la morte del processo penale", non mancando di ricordare, evidenziando quindi tutta la gravità della norma, che "quando furono pubblicate le leggi razziali in Italia non ci fu una reazione adeguata. Domani chi esaminerà questo periodo si scandalizzerà di come non si sia reagito adeguatamente su questo provvedimento".

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