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Processo breve: si attende il voto. E poi la firma di Napolitano

Oggi si dovrebbe votare la norma sul processo breve, compresa quella sulla "prescrizione breve", che rischia di far saltare non solo il processo Mills di cui è imputato Silvio Berlusconi ma anche quelli su la strage di Viareggio, sul terremoto dell'Aquila, sul crac Parmalat, sul crack Cirio 2003 e tanti tanti altri.

Oggi è previsto il voto sul processo breve, dopo il lungo ostruzionismo a Montecitorio delle opposizioni, assolutamente contrarie a far passare la norma, in particolare quella sulla ormai cosiddetta "prescrizione breve" introdotta dal relatore del Pdl Maurizio Paniz durante l'esame in Commissione. L'articolo in questione "cancellerebbe il processo Mills", prendendo in prestito le parole di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, poiché accorcerebbe, appunto, i tempi di prescrizione. E ciò che infiamma maggiormente gli animi, non solo delle opposizioni, è il fatto che una norma ritenuta dai più "ad personam" possa però mettere in pericolo tanti altri processi, importanti questa volta non solo per una persona ma per molti comuni cittadini. Il Guardasigilli Angelino Alfano assicura in Aula che con il processo breve "i processi penali a rischio sono lo 0,2 per cento", ma tra questi vi sarebbero "quello per il crac Parmalat (100mila risparmiatori truffati e 22 persone imputate per bancarotta e associazione a delinquere, oltre a una serie di banche indagate e imputate), il processo per il crack Cirio, il processo Eternit di Torino (dove ci sono quasi 3.000 parti offese), quello per lo scandalo rifiuti a Napoli", come riporta anche il Corriere della Sera (http://is.gd/effj9Z). Oltre a questi, quelli che mirano a stabilire le responsabilità riguardo i crolli avvenuti all'Aquila dopo il terremoto, ma anche in merito all'incendio Thyssenkrupp e alla strage di Viareggio. "Una norma indecente che priverà della giustizia i morti e i vivi - affermano i parenti delle vittime dell'Aquila commentando la norma sul processo breve - Il giorno in cui passerà il processo breve sarà un lutto cittadino. Rappresenterebbe una mannaia sui crolli assassini dell'Aquila". Proprio per tali motivi oggi, sotto Montecitorio, vi sarà un sit-in promosso dal Comitato per le vittime della casa dello studente del capoluogo abruzzese, a cui parteciperanno anche i parenti della strage di Viareggio. In un appello si legge che il processo breve "è un'amnistia generalizzata per gli infortuni mortali avvenuti sul posto di lavoro, per i morti di amianto, di uranio, di frane, di alluvioni, per le vittime di Viareggio". "Il disastro di Viareggio avvenuto a giugno 2009 - ci tiene però a precisare Alfano in Aula - andrà in prescrizione nel 2032 e se si tratta di disastro colposo plurimo andrà in prescrizione nel 2034". "Analoghe considerazioni - prosegue il ministro - vanno fatte anche sull'Aquila: i reati per cui è scattato il processo si prescrivono in 10 anni, aumentabili a 11. Siamo a soli due anni dal terremoto credo ci sia tutto il tempo per portare a termine il processo". Angelino Alfano conclude il suo intevento sottolineando che alla fine la cifra dei processi a rischio sarà "irrisoria". Una affermazione che scatena la reazione di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, che chiede quindi al Ministro della Giustizia: "Se l'impatto della norma è così modesto perché la maggioranza sta bloccando il Parlamento da settimane per una cosa del tutto inutile o utile solo a qualcuno, come teorizza l'opposizione, e non ai cittadini italiani?". I deputati del PD, invece, attuano una singolare, ma quanto mai drammatica, forma di ostruzionismo, leggendo ognuno un articolo della Costituzione italiana. E' forse l'intervento di Massimo D'Alema quello più significativo, che ha deciso di leggere alcuni articoli della Costituzione sui poteri conferiti al Presidente della Repubblica, tra cui l'88: "Mi sia consentito ancora di leggere la prima riga dell'articolo successivo: 'il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere' - concludendo - Più che una lettura è un auspicio". Per D'Alema il Presidente della Repubblica "meno male che c'è, perché è l'unico punto di riferimento per i nostri cittadini". E una cittadina, una mamma di una delle vittime della strage di Viareggio, lo scorso 6 aprile, dopo la messa alla basilica di Collemaggio a L'Aquila, in ricordo dei morti del terremoto in Abruzzo, cui ha partecipato anche Giorgio Napolitano, si è avvicinata al Capo dello Stato per pregarlo "in ginocchio" di non firmare la norma sul processo breve e la prescrizione breve. Napolitano le ha risposto con un "Non deve dire a me queste cose perché conosco le questioni e le seguo come posso". Ma la vera risposta per quella mamma verrà il giorno in cui il ddl sul processo breve arriverà al Quirinale.

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