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Processo breve: Berlusconi e "la dittatura della maggioranza"

Giornata di fuoco in Parlamento. Con una mossa inaspettata, il Pdl punta ad esaminare subito il testo sul processo breve del testo sul processo breve mentre si vota per far decidere all'Aula sul conflitto di attribuzione. Bindi: "E' dittatura della maggioranza".

Mentre Silvio Berlusconi era a Lampedusa per cercare di "togliere i riflettori" da quanto succedeva in Parlamento, come afferma il segretario del PD Pier Luigi Bersani, l'Aula della Camera ha approvato l'inversione dell'ordine del giorno su proposta dal Pdl per passare subito all'esame del testo sul processo breve, nonostante la contrarietà dei deputati di PD, IdV, Fli e Udc. Una "forzatura" che ha scatenato la tensione in Aula, con Bersani che afferma: "Abbiamo capito stamattina a cosa serve il viaggio di Berlusconi a Lampedusa: serve a togliere i riflettori da qua, dove per salvare una sola persona si buttano a mare centinaia di processi" mentre Dario Franceschini tuona: "La proposta del Pdl scrive una pagina inedita di violenza parlamentare e di abuso della maggioranza. Una doppia violenza" sottolineando anche lui che la visita di Berlusconi a Lampedusa "non è per risolvere il problema di quell'isola" ma "è per coprire il processo breve". Il pericolo è che se dovesse passare il ddl, la norma avrebbe in particolare un effetto immediato sul processo Mills, nel quale Silvio Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari.
"E' davvero una vergogna!" commenta anche Pier Ferdinando Casini, rivolgendosi direttamente al Guardiasigilli Alfano: "Ha ancora un senso il dibattito politico in questo Paese? Si era impegnato a togliere di mezzo provvedimenti minimali e ad personam in cambio di un dialogo sulle riforme e invece ecco spuntare come funghi, nel giro di una settimana, proprio quei provvedimenti che servono solo a placare le ossessioni giudiziarie del premier". Casini ricorda poi al Pdl di aver fatto "questa forzatura proprio nel giorno in cui il presidente della Camera, dimostrando senso delle Istituzioni, ha deciso di far votare l'Aula sul conflitto di attribuzioni".
Grazie all'astensione di Gianfranco Fini, infatti, il prossimo 5 aprile la Camera voterà sul conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato in merito al processo Ruby, tanto che Rosy Bindi aveva immediatamente sottolineato dopo il voto: "Siamo in una dittatura della maggioranza". Se il Parlamento deciderà a favore del conflitto di attribuzione, sarà chiamata la Corte Costituzionale a decidere se il reato di concussione di cui è accusato Silvio Berlusconi è di natura ministeriale. Se la Consulta decidesse in tal senso, il processo che inizierà il prossimo 6 aprile, salvo legittimo impedimento, sarà azzerato per riprendere al Tribunale dei ministri. Ma la Camera potrebbe negare l'autorizzazione a procedere, ed è questo che maggiormente temono le opposizioni.

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