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Un precario diventa una cavia umana: ora è felice

Precario, laureato in Lettere e filosofia diventa una "cavia umana" in Svizzera dove assume farmaci e nuove molecole in cambio di vitto e alloggio da sogno e centinaia di euro al giorno.

Forse temeva, come ogni precario, che la sua vita fosse rosicchiata dal sistema e così ha deciso di diventare una cavia umana per mordere finalmente la vita.
Questa può essere in sintesi la storia, riportata dalla "Gazzetta del Mezzogiorno" (http://tinyurl.com/2wsqjmg) di ieri che sta facendo discutere l'opinione pubblica (tra una partita di scopa e l'altra) e sta scatenando un tam tam su Facebook e Twitter su come si diventi una "cavia umana" e soprattutto che cosa significhi "cavia" e come mai ce le abbiano a chili solamente i russi che le mangiano col burro.
In questo caso la "cavia umana" per professione, ovvero essere usati dalle case farmaceutiche per sperimentare nuovi farmaci, sembra, a detta del protagonista, un lavoro sereno e pieno di comfort nonché prova sicura di sana e robusta costituzione.
Questo ragazzo di Potenza di 34 anni è laureato in Lettere e filosofia e a causa della mancanza di opportunità trascorre due settimane, massimo 20 giorni l'anno in una ridente clinica svizzera dove lo trattano dice con i "guanti bianchi" (quelli di lattice sicuramente).
Come cavia (Cavia porcellus) avrebbe diritto solo ad una misera ciotola d'acqua e ad un pugno di mais transgenico ma, essendo una cavia umana (Homo sapiens sapiens) ha a disposizione massaggi, beauty farm, cucina raffinata e piscina di lusso.
La cavia umana potentina viene ricompensata dai 250 ai 600 euro al giorno a seconda della sperimentazione e dice di non aver alcuna paura.
Le cavie interpellate da noi (Cavia porcellus) ci dichiarano di fidarsi poco delle case farmaceutiche e della loro volontà di essere liberate dal giogo della sperimentazione sugli animali ma plaudono per l'uso di cavie umane volontarie.

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