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Sentenza corte Giustizia europea: per precari scuola e Pubblico Impiego

La sentenza della Corte di Giustizia europea, che di fatto ha stabilito che i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all'assunzione a tempo indeterminato, potrebbe essere applicata anche a tutti i precari del Pubblico Impiego che si trovano nella analoga posizione. Il governo, quindi, rischia di dover assumere molti di più dei 250mila precari della scuola, se l'applicazione della sentenza sarà estesa anche a tutta la Pubblica amministrazione.

La sentenza della Corte di Giustizia europea, che di fatto ha stabilito che i precari della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione a tempo indeterminato, in realtà potrebbe essere applicata, dai tribunali italiani, anche in merito alle posizioni di tutti i precari del Pubblico Impiego. Ad evidenziare la portata storica della sentenza della Corte di Giustizia europea è in particolare Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, che in una nota sottolinea: "Stavolta sarà molto difficile sfuggire ad una pesantissima condanna UE, anche perché la cosa a questo punto coinvolge direttamente pure il restante Pubblico impiego, visto che non si vede come il governo italiano possa evitare che una tale decisione si estenda pure ai precari della PI, i quali, dunque, devono avviare analoghe mobilitazioni e procedure giuridiche". Per i precari, docenti ed Ata, che abbiano i 36 mesi di lavoro e per i precari del PI in situazione analoga i Cobas si rendono quindi "disponibili affinché i tribunali del lavoro, applicando la sentenza europea, diano giustizia definitiva a tutti/e coloro che in questi anni sono stati utilizzati illegalmente, spremuti come limoni, sottopagati e che nella scuola, con il Piano Renzi, si voleva espellere al 50%, mettendo precari contro precari, fasce contro fasce". Infatti, come sottolineano anche i sindacati UIL e CGIL, la sentenza della Corte di Giustizia europea prevede l'assunzione non solo dei precari della scuola iscritti nelle graduatorie ad esaurimento ma anche di quelli presenti nella seconda e terza fascia.

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