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Scuola, precari: 27 marzo sentenza UE su contratti reiterati più di 3 anni

C'è grande attesa tra gli insegnanti per la sentenza, prevista per giovedì 27 marzo 2014, della Corte di giustizia europea, chiamata a decidere sulla situazione di quei docenti precari della scuola (circa 140mila) i cui contratti a tempo determinato sono stati reiterati per più di tre anni. Se i giudici di Lussemburgo dovessero esprimersi a sostegno dei docenti precari, si spalancheranno le porte dell'assunzione a titolo definitivo nei ruoli dello Stato.

C'è grande attesa tra gli insegnanti per la sentenza, prevista per giovedì 27 marzo 2014, della Corte di giustizia europea, chiamata a decidere sulla situazione di quei docenti precari della scuola (circa 140mila) i cui contratti a tempo determinato sono stati reiterati per più di tre anni. La sentenza di Lussemburgo, infatti, sarebbe vincolante per l'Italia. Come sottolinea infatti l'Anief, se i giudici di Lussemburgo dovessero esprimersi a sostegno dei docenti precari, si spalancheranno le porte dell'assunzione a titolo definitivo nei ruoli dello Stato. "Si stabilirà una volta per tutte che le ragioni di finanza pubblica, seppur comprensibili, non possono mortificare la professionalità dei lavoratori e discriminarli a livello sia di retribuzione che di stabilizzazione dell'impiego" sottolinea in una nota Marcello Pacifico dell'Anief-Confedir. L'Anief, che prima di tutti ha posto il quesito a livello europeo, sottolinea inoltre che " 'in ballo' non c'è solo la stabilizzazione di 140mila precari con almeno tre anni di contratti" perché "il diritto comunitario, sempre sulla base della direttiva 1999/70/CE, prevede pure un risarcimento danni 'dissuasivo' e l'applicazione del principio di non discriminazione tra personale di ruolo e a termine anche in tema di scatti stipendiali". Pacifico chiarisce: "La partita sulla stabilizzazione di tanti precari è veramente a un bivio: se i giudici di Lussemburgo daranno un giudizio favorevole alle istanze presentate prima di tutti dall'Anief, censurando quindi la norma italiana, indurranno infatti tutti i giudici del lavoro italiani chiamati ad esprimersi su casi analoghi a adeguarsi e ordinare la stabilizzazione del ricorrente precario. Oltre che a condannare alle spese legali il MIUR". Infine, conclude il sindacalista dell'Anief-Confdir "va ricordato, però anche, che la sentenza UE potrà avere ripercussioni anche sulle attese di altri 150mila docenti rimasti fuori dalle graduatorie provinciali, seppure abilitati alla professione attraverso TFA, SFP, Diploma magistrale, PAS. E che chiedono, legittimamente, di essere inseriti nelle graduatorie".

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