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Precari pubblica amministrazione, governo Letta: assunzioni solo per concorso

Il governo Letta promette che nella pubblica amministrazione non ci saranno "mai più contratti a termine". Il concorso diventerà lo strumento principe per ogni assunzione, che nella PA sarà solo a tempo indeterminato. Ma che fine faranno, quindi, le migliaia di precari che lavorano oggi nella pubblica amministrazione?

Per i precari della pubblica amministrazione sembra essere arrivata una svolta. Il governo Letta, infatti, ha approvato un decreto legge recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Il premier assicura, dopo il Consiglio dei ministri, che nella pubblica amministrazione non ci saranno "mai più contratti a termine", mentre il ministro della PA, Gianpiero D'Alia, aggiunge: "Con questo provvedimento diciamo mai più contratti a termine che non siano eccezionali o temporali, perché l'uso al ricorso del precariato nella Pa è diventata una scorciatoia. Il contratto tipico prevalente nella Pa sarà quello a tempo indeterminato".

Nel decreto, si legge dalla nota stampa di Palazzo Chigi, viene infatti "rafforzato il principio in base al quale il ricorso al lavoro flessibile nella PA è consentito esclusivamente per rispondere a esigenze temporanee o eccezionali: ne deriva che nella PA non è consentito sottoscrivere contratti elusivi del reclutamento tramite concorso. Il tutto al fine di evitare, per il futuro, la formazione di nuovo precariato". Ma che fine faranno i precari che non sono mai riusciti ad avere un contratto a tempo indeterminato nonostante lavorino magari da anni nella pubblica amministrazione? Il governo Letta sembra aver pensato anche a loro, visto che nel decreto si prevede l'avvio di "interventi per risolvere i problemi attuali", e cioè:
- procedure selettive per assumere, fino al 31 dicembre 2015, attraverso concorso, il personale non dirigenziale con contratto a tempo determinato che abbia maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio alle dipendenze dell'amministrazione, con esclusione dei periodi maturati presso uffici di diretta collaborazione degli organi di governo;
- assunzione prioritaria di tutti i vincitori di concorso e degli idonei appartenenti alle graduatorie approvate dal 1 gennaio 2008.

Nel testo del decreto, anche un passaggio dove si regolamentano gli incarichi di consulenza, dove si stabilisce che "la spesa annua per studi ed incarichi - inclusa quella relativa a consulenze conferite a pubblici dipendenti, sostenuta dalle amministrazioni pubbliche - non possa essere superiore al 90 cento del limite di spesa per l'anno 2013", chiarendo poi che ci sarà "la nullità degli atti adottati in violazione delle disposizioni in materia di consulenza, nonché la nullità dei relativi contratti".

Quindi, da oggi grazie al governo Letta finirà il precariato nelle pubbliche amministrazioni? Qualcuno in realtà già riflette sul fatto che se da una parte non saranno "mai più assunti precari" dall'altra è probabile che saranno assunte molte meno persone, visto che l'obiettivo ultimo sembra essere sempre quello di ridurre drasticamente le spese nella pubblica amministrazione. E come è evidente ormai da tempo il costo maggiore è quello dei lavoratori.

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