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Legge Brunetta, CGIL: precari falcidiati per effetto della legge 122

I sindacati firmano il "regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego" come dice il Ministero di Brunetta, ma l'accordo non viene firmato da CGIL, che spiega il perché e promette mobilitazioni.

Brunetta è molto soddisfatto per la firma che il 4 febbraio ha visto "l'intesa sottoscritta con le organizzazioni sindacali".
In un comunicato del "Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione" si legge che il Ministro "esprime la sua grande soddisfazione per la firma dell'intesa con le organizzazioni sindacali per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego".
Brunetta dichiara anche che: "La condivisione delle organizzazioni sindacali dei principi cardine della Riforma della Pubblica Amministrazione - fondati in primis su una maggiore efficienza e produttività del comparto pubblico - permette di legare le retribuzioni al miglioramento delle perfomance dei dipendenti".
Ma è "condivisione delle organizzazioni sindacali" che lascia un po' di stucco, perché nel comunicato si parla solo di condivisione e sulla "non condivisione" della CGIL non si dice nulla.
A leggerlo, un cittadino "profano" o disinformato potrebbe anche pensare che tutte le forze sindacali abbiano firmato l'accordo, ma così non è.
La CGIL infatti non ha firmato e stigmatizza la firma in una nota: "Solo uno scambio politico per sostenere un governo in difficoltà mentre rimangono le emergenze nel pubblico impiego". La confederazione di Corso Italia difatti sottolinea che "l'accordo separato di oggi si muove, con tutta evidenza perseguita, solo in un ambito di scambio politico tra Governo e sindacati firmatari che decidono così di sostenerne l'opera, soprattutto in un momento di difficoltà politica".
Nella nota della CGIL c'è poi un passaggio importante che farà accapponare la pelle anche ai precari, che già vivono un'esistenza lavorativa e umana sempre più umiliante: "I precari - si legge nella nota - verranno falcidiati per effetto della legge 122; non si procede alle elezioni delle Rsu, che rappresentano una ferita per il tessuto democratico nella P.A.; rimane il blocco della contrattazione nazionale e decentrata, che contrasta palesemente con l'obiettivo di maggiore efficienza, e la correlata totale assenza di risorse; non si risolve il destino degli scatti di anzianità futuri della Scuola a partire dal 2011, per i quali mancano risorse che non siano quelle derivanti dai tagli al sistema di istruzione; la necessità di ricomporre un quadro equilibrato nel rapporto con le Regioni e le Autonomie Locali (che non hanno aderito all'accordo separato sul modello contrattuale, e che oggi non sono state neppure invitate)".
Chi ha firmato l'accordo, dice in sintesi la CGIL se ne assumerà tutte le responsabilità e difatti chiude la nota sottolineando: "L'indecorosa sceneggiata svoltasi a Palazzo Chigi non servirà a salvare la faccia dei protagonisti. Nei prossimi giorni verranno rese note le iniziative di mobilitazione della CGIL".

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