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Dal Papa a Bagnasco: la crisi è aggravata e condizionata da precarietà

La Chiesa non manca di ripeterlo, forse come nessun'altra istituzione riesce a fare in questo delicato periodo storico con tanta chiarezza e insistenza. Non è infatti la prima volta che Papa Benedetto XVI parla di lavoro e precarietà, come anche il cardinal Angelo Bagnasco.

La Chiesa non manca di ripeterlo, forse come nessun'altra istituzione riesce a fare in questo delicato periodo storico con tanta chiarezza e insistenza. Non è infatti la prima volta che Papa Benedetto XVI parla di lavoro e precarietà, e anche durante la visita pastorale alla diocesi di San Marino-Montefeltro non dimentica "la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilità psicologica e spirituale dei coniugi, come pure la fatica sperimentata da molti educatori nell'ottenere continuità formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarietà, prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilità lavorativa". Papa Benedetto XVI sottolinea, e capisce, che ovunque infatti "non mancano difficoltà e ostacoli, dovuti soprattutto a modelli edonistici che ottenebrano la mente e rischiano di annullare ogni moralità" spiegando che "si è insinuata la tentazione di ritenere che la ricchezza dell'uomo non sia la fede, ma il suo potere personale e sociale, la sua intelligenza, la sua cultura e la sua capacità di manipolazione scientifica, tecnologica e sociale della realtà". Il Santo Padre ricorda però che le "presunte ricchezze si rivelano, alla fine, inconsistenti e incapaci di reggere la grande promessa del vero, del bene, del bello e del giusto che per secoli i vostri avi hanno identificato con l'esperienza della fede". E dal santuario della Madonna della Guardia, in occasione del tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro, anche il cardinal Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, di fronte ad una delegazione di Fincantieri e di Tirrenia e soprattutto alle autorità politiche, rammenta che "il problema dell'occupazione non è calato ma, semmai, accresciuto - sottolineando - E i timori per il futuro non sono ingiustificati". E se da una parte Bagnasco spiega che "se la famiglia fondata sul matrimonio è la cellula vitale della società, il lavoro dignitoso e certo è un ulteriore elemento per la serenità e la stabilità di ogni individuo e, quindi, condizione perché ognuno possa partecipare alla casa comune", dall'altra anche il monsignor Luigi Molinari invita a "non accontentarsi di risultati immediati" perché "è necessario progettare guardando il più possibile lontano con realismo, coraggio e fiducia".

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