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Carlo Felice: per autonomi l'accordo è un referendum mascherato

I dipendenti del teatro lirico di Genova Carlo Felice hanno detto sì all'ipotesi di accordo sottoscritto dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL con i vertici del Teatro, che prevede l'avvio dei contratti di solidarietà. Per gli autonomi è "un referendum mascherato".

I dipendenti del teatro lirico di Genova Carlo Felice con 147 favorevoli e 17 contrari, un astenuto e una scheda bianca (166 votanti su 286 dipendenti) hanno detto sì all'ipotesi di accordo sottoscritto nei giorni scorsi dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL con i vertici del Teatro, che prevede l'avvio dei contratti di solidarietà per i 286 dipendenti dell'ente lirico sinfonico. Astenuti dal voto la gran parte dei dipendenti aderenti ai sindacati autonomi Libersind, Snater e Fials-Cisal, che dichiarando guerra all'accordo lo hanno definito "un referendum mascherato", pronti, in ultima razio, anche a un'ingiunzione che obblighi il Teatro al pagamento degli stipendi arretrati, con conseguente procedura di fallimento del teatro stesso.
Per ora il pericolo di fallimento sembra comunque scongiurato per il Teatro dell'Opera di Genova, oppresso da 17 milioni di debito patrimoniale a fine 2010, con interessi passivi di un milione e 300mila euro e 12 milioni di debito finanziario. Il lavoro dei sindacati, benedetto dalla maggioranza dei dipendenti, continuerà al tavolo della trattativa con i vertici del Teatro al fine di perfezionare l'accordo sulla base della programmazione che il sovrintendente Giovanni Pacor si è impegnato a presentare quanto prima. Ciò dovrebbe permettere da qui alla fine dell'anno almeno la messa in scena di un balletto e della "Traviata", cioè di una parte del previsto cartellone, mentre da gennaio, secondo le intenzioni del sovrintendente, dovrebbe partire il nuovo cartellone per l'intero 2011, progettato tenendo conto delle nuove esigenze contrattuali.
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi sollevata dallo storico accordo che consentirà la ricerca di nuovi finanziamenti, ha dichiarato: "Adesso è la città tutta che deve impegnarsi, a fianco della Fondazione e degli stessi lavoratori: questo referendum, con il suo risultato, può segnare la rinascita del teatro e dare avvio alla sua ripresa".
Intanto per festeggiare l'accordo il Teatro offrirà alla città (questa sera alle 20.30) un concerto gratuito con il coro e l'orchestra del Carlo Felice diretta dal maestro Fabio Luisi che prevede pezzi di Verdi, Brahms, Mascagni e Leoncavallo.

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