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1 maggio, precari verso lo sciopero: a Roma blitz contro negozi aperti

Il 1 maggio è la Festa dei lavoratori, ma alcuni di questi devono lavorare, molti dei quali perché precari. A Roma un gruppo di manifestanti riuniti nella sigla "Uniti per lo sciopero" ha bloccato le uscite di celebri negozi della capitale, sotto il motto: "Damose da fà, semo precari".

Giorgio Napolitano richiama all'unità sindacale. Il segretario della CGIL Susanna Camusso, da Marsala, dà "assolutamente ragione" al Capo dello Stato, sottolineando come "i sindacati divisi sono sindacati più deboli". Anche UIL e CISL si dicono d'accordo ma i lavoratori del 1 maggio, sempre più precari, continuano a sentirsi traditi da alcune sigle sindacali. A Marsala un piccolo gruppo di precari della scuola ha contestato gli interventi dei leader UIL (Luigi Angeletti ) e CISL (Raffaele Bonanni). In particolare Bonanni sottolinea come il governo dovrebbe intervenire tagliando "spesa pubblica improduttiva, costi della politica, troppe amministrazione e troppi livelli istituzionali". Più forte la protesta a Torino dove un gruppo di giovani ha lanciato uova e palline di carta contro i sindacalisti della CISL, sottraendo alcune bandiere del sindacato di Bonanni e della UIL che sono state poi bruciate. Fermo l'intervento della polizia che ha evitato il dilagare dello scontro tra le due fazioni. A Milano e a Roma, invece, bliz davanti a celebri negozi per protestare contro chi ha deciso di tenere aperte le serrande anche il giorno della Festa dei Lavoratori. A Roma un gruppo di manifestanti riuniti nella sigla "Uniti per lo sciopero" ha bloccato le uscite della boutique Zara di via del Corso, esponendo un lungo striscione con la scritta "Damose da fà, semo precari", parafrasando la celebre frase di Giovanni Paolo II, beatificato il 1 maggio, che invitava: "Damose da fà, semo romani". "Per ora abbiamo bloccato le attività di Zara, Rinascente, Tezenis, Walt Disney di via del Corso e stiamo proseguendo negli altri negozi - hanno spiegato gli esponenti del movimento - E' l'inizio del countdown verso lo sciopero generale del 6 maggio". I manifestanti hanno poi cominciato il presidio alla Galleria Alberto Sordi, per poi dirigersi verso Piazza del Popolo.

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