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UE: in Italia poveri anche se lavorano. A 12% occupati stipendio non basta

L'UE rileva che "in Italia non cresce solo la disoccupazione ma anche la povertà di chi lavora". L'ultimo rapporto sull'occupazione svela che un quarto della polazione europea è a rischio indigenza e che in Italia il 12% degli occupati non riesce a vivere del suo stipendio.

"Dal 2010 gli stipendi delle famiglie nell'Unione europea sono diminuiti, e i cali sono stati particolarmente profondi (oltre cinque punti percentuali in due anni) in Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, Cipro e Portogallo", si legge nello studio dell'UE sull'occupazione. Il rapporto 2013 mette quindi nero su bianco ciò che gli italiani percepiscono ormai da anni, e cioè che il 12% degli occupati non riesce a vivere del suo stipendio, con solo la Romania e la Grecia che fanno peggio, poiché il dato si attesta oltre il 14%. Lo studio evidenzia quindi come dal 2008 al 2012 in Europa il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è salito di 7,4 milioni, calcolando che un quarto della polazione europea è a rischio indigenza. Il commissario UE al lavoro Lazlo Andor sottolinea inoltre come "in Italia non cresce solo la disoccupazione ma anche la povertà di chi lavora", situazione aggravata dal fatto che nel nostro Paese è le possibilità di trovare un altro lavoro entro un anno sono tra 14-15%, cioè le percentuali più basse di tutti i 28 Stati membri dell'UE.

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