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Povertà: Social Card in cambio di vaccinazioni? Al via il reddito di inclusione

Dal 2 settembre le famiglie più povere potranno fare domanda per il "Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA)", per ottenere in media 320 euro mensili ma solo con Isee inferiore ai 3mila euro. Sembra però che in cambio della Social Card il governo non chieda solo di essere disponibili a lavoare ma anche a farsi vaccinare.

Il governo rilancia il "Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA)", primo intervento per contrastare la povertà che ormai dilaga in Italia. Recentemente infatti l'Istat ha rivelato che nel 2015 sono cresciute le famiglie in povertà assoluta, pari a 1 milione e 582 mila, mentre se si calcolano le persone singole si arriva alla cifra di 4 milioni e 598 mila, cioè il numero più alto dal 2005.

Il piano contro la povertà del governo Renzi prevede un contributo medio di 320 euro al mese per 180 - 220 mila famiglie in difficoltà e può raggiungere il tetto massimo di 400 euro mensili per le famiglie con 5 o più componenti. Il via alle domande per ottenere l'aiuto è previsto per il prossimo 2 settembre.

Per ottenere il beneficio previsto dal "Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA)" bisognerà avere determinati requisiti economici (Isee inferiore o uguale a 3 mila euro) e familiari (presenza almeno di un minorenne, oppure di un figlio disabile o ancora di una donna in stato di gravidanza). Chi riceverà la Social Card, che potrà essere utilizzata per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici e per pagare le bollette domestiche di luce e gas, dovrà inoltre aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa. Ma non solo.

Sembra infatti che i beneficiari dovranno anche impegnarsi a raggiungere obiettivi di istruzione (frequenza scolastica) ed attuare "comportamenti di prevenzione e cura volti alla tutela della salute", vale a dire vaccinazioni.
Se tale parametro verrà confermato, il provvedimento rischia però di essere incostituzionale e di violare la Convenzione di Oviedo che prevede che "un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato" stabilendo che "la persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso".

Se ci sarà quindi davvero l'obbligo alla vaccinazione in cambio della Social Card, il governo starà quindi costringendo (che è diverso da "un consenso libero e informato") una famiglia in difficoltà economica a scegliere tra il mangiare e le scelte terapeutiche, quest'ultime un diritto anche di chi è povero.

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