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Bambini: povertà modifica DNA. Italia verso follia e depressione?

I bambini che vivono in famiglie a basso reddito, escludendo quelle indigenti, potrebbero soffrire di depressione e di malattie mentali nell'adolescenza e da adulti. Questa allegra notizia, per un'Italia dove almeno un milione di bambini vivono in povertà assoluta, porta di nuovo alla ribalta l'epigenetica.

Chi cresce in una famiglia povera sarebbe più portato alla depressione a alle malattie mentali. Questo in sintesi il risultato del lavoro dei ricercatori della Duke University nella Carolina del Nord (USA) che hanno pubblicato recentemente un lavoro di epigenetica su Nature ("An epigenetic mechanism links socioeconomic status to changes in depression-related brain function in high-risk adolescents").

L'epigenetica è una branca della biologia molecolare "che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari non attribuibili direttamente alla sequenza del DNA", come ricorda Google nel suo dizionario senza fonte. L'ipotesi degli studiosi statunitensi è che i bambini che vivono in una famiglia a basso reddito (nello studio infatti non vengono prese in considerazione i casi di indigenza più gravi) rischiano di soffrire da adulti, ma anche nell'adolescenza, di depressione e di disturbi mentali.

Calcolato che in Italia, come comunica "Save the Children" nel suo rapporto "Atlante dell'infanzia a rischio", ci sono un milione di bambini e di adolescenti che vivono in povertà assoluta (in pratica una famiglia su dieci) e che in dieci anni (2006-2016) le famiglie che sono in povertà assoluta con almeno un minore sono triplicate (dal 2,8% allo 8,4%), c'è forse da fare una riflessione politica seria su dove l'Italia stia andando. Verso un futuro di follia e di depressione, direbbero i ricercatori della Duke. Ma lo direbbe anche qualche italiano rimasto abbastanza sano, anche se povero.

E' quindi vero ciò che dice il genetista comportamentale Robert Philibert dell'Università dello Iowa quando su Nature afferma: "se vuoi veramente cambiare il neurosviluppo (cioè lo sviluppo mentale, ndr), altera l'ambiente". Lo studio della Duke University è stato portato avanti su 132 bambini tra gli 11 e i 15 anni che vivono in famiglie con differenti tenori di vita, dal basso all'alto reddito. Circa la metà dei partecipanti avevano una storia familiare di depressione. Tramite la solita risonanza magnetica MRI, gli studiosi hanno monitorato nel corso del tempo (tre anni) le reazioni dei bambini messi davanti a volti di persone spaventate.

Il risultato è stato una maggiore reattività ai "rischi percepiti" da parte dei bambini a basso reddito, che hanno quindi mostrato una funzione aumentata dell'amigdala (l'organo del cervello che pare valuti le minacce) e una produzione di "tag" epigenetici che vanno ad impattare sulla produzione di serotonina modificando il comportamento del gene SLC6A4. Il gene SLC6A4 è legato alla depressione (dato che è un trasportatore di serotonina), e in un certo senso, da un esame del sangue, si potrebbe comprendere se sei povero o ricco (questa è una idea per il Nuovo Ordine Mondiale, da appuntare).

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