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Riduzione deputati, ok dal Senato. Ma Finocchiaro resta dubbiosa

Il Senato approva la riduzione del numero dei deputati, da 630 a 508, e mercoledì si passerà a discutere la diminuizione dei senatori. Ma Anna Finocchiaro del PD resta dubbiosa: "Questo voto è inserito in un provvedimento che rischia di non diventare mai legge dello Stato".

Il Senato ha dato via libera alla riduzione del numero dei deputati, con una votazione quasi unanime (212 sì, 11 no e 27 astenuti).
L'approvazione del primo articolo delle riforme costituzionali prevede quindi una diminuzione dei deputati da 630 a 508, otto dei quali eletti nella circoscrizione estero.
Il nuovo articolo 56 della Costituzione prevede inoltre anche un abbassamento dell'età minima per essere eletti deputati, che passa da 25 a 21 anni.
"La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione per 500 (e non più quindi per 618) e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti", si legge nel testo approvato in Senato.
Anna Finocchiaro del PD però avvisa: "Questo voto è inserito in un provvedimento che rischia di non diventare mai legge dello Stato", spiegando che "mercoledì si tornerà a discutere la riduzione del numero dei senatori che è inserita negli articoli successivi" promettendo che il PD tornerà "a porre questa questione", invitando a mettere "in sicurezza quelle parti del testo di riforma costituzionale" che si riuscirà "a votare insieme" visto che "il resto pare che ormai sia destinato a non essere approvato".

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