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Plastica: bene strategia UE ma ora controlli efficaci, dice Legambiente

Legambiente sulla strategia europea per combattere la diffusione della plastica.

"La strategia europea sulla plastica presentata dalla Commissione europea è una buona notizia per l'ambiente e l'innovazione industriale. Sta finalmente prendendo forma una battaglia corale contro l'inquinamento da plastica non gestita correttamente basata sull'economia circolare, sulla lotta alle microplastiche, a partire da quelle presenti nei cosmetici, e su misure efficaci per ridurre il monouso e l'usa e getta. È questa l'Europa che ci piace - dichiara Stefano Ciafani direttore generale di Legambiente - quella che ha avuto il coraggio di tracciare una strada comune per tutelare l'ambiente e contrastare l'inquinamento da rifiuti presenti nei mari, oceani, fiumi e laghi".

"E da Bruxelles è arrivato anche un importante riconoscimento per il modello italiano e per le esperienze plastic-free e di riciclo messe in atto in questi anni dal nostro Paese, che ha fatto da apripista anticipando di gran lunga quanto annunciato dalla premier britannica Teresa May. - sottolinea - La strategia varata, dunque, rappresenta un importante passo in avanti che però deve tradursi in azioni concrete e proposte legislative coerenti".

"L'Italia - ricorda Legambiente - è stato il primo Paese in Europa ad approvare la legge contro gli shopper non compostabili, approvata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2012, ad applicare dal 1 gennaio 2018 la messa al bando dei sacchetti leggeri e ultraleggeri di plastica tradizionale, a dire stop ai cotton fioc non biodegradabili e compostabili (dal 2019) e alle microplastiche nei cosmetici (a partire dal 2020). Non va inoltre dimenticato l'impegno sul fronte dell'economia circolare promosso da Comuni, Consorzi ed imprese private".

"Ora - aggiunge Ciafani - i prossimi passi da compiere nel nostro Paese devono riguardare un sistema di controlli efficace per garantire il rispetto delle leggi approvate, nuove misure per contrastare l'usa e getta, ridurre l'uso eccessivo di acque in bottiglia, con conseguente consumo di grandi quantità di plastica, e allo stesso tempo occorre sviluppare la chimica verde, per riconvertire i vecchi petrolchimici in nuove bioraffinerie per promuovere filiere di produzione industriale innovative e rispettose dell'ambiente".

© riproduzione riservata | online: | update: 18/01/2018

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