le notizie che fanno testo, dal 2010

Mediterraneo: isola di plastica peggio che nell'Oceano Atlantico

Mediterraneo soffocato dalla plastica e dalla spazzatura peggio che nel famigerato "Pacific Plastic Vortex". Il rifiuto maggiore è il "sacchetto di plastica" che soffoca, letteralmente, il nostro mare. Parola di Legambiente.

Mediterraneo "da scoprire" cantava Mango nella sua omonima canzone, e gli italiani dovrebbero proprio incominciare a scoprire il Mare Nostrum per rispettarlo. E vedere d'estate sulle spiagge i padri di famiglia che lavano le maschere "da sub" ai figli con il sapone per i piatti per poi affogare il bicchiere - dove c'era dentro il sapone - in mare, fa ancora più male, mentre si leggono i dati di Legambiente.
E' stato presentato ieri in Senato un dossier di Legambiente insieme ad Arpa Toscana ed Arpa Emilia Romagna. Il dossier si chiama "L'impatto della plastica e dei sacchetti sull'ambiente marino" e i dati sono sconfortanti.
In Senato erano presenti Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Francesco Ferrante, senatore del Partito Democratico e Fabrizio Serena, responsabile area mare di Arpat.
In sintesi i dati che sono stati presentati rivelano che nel mare tra Italia, Spagna e Francia ci sarebbe una concentrazione di plastica più alta dell'"isola di spazzatura" nell'Oceano Atlantico. Chi non ha la memoria EPROM (quindi non cancellabile tramite raggi, in questo caso catodici) si ricorderà sicuramente del "Pacific Plastic Vortex", ovvero del "continente di plastica" che "ruota" nell'Oceano Atlantico e costituito da una gustosa "zuppa" di materiale plastico sminuzzata. Questo schifoso continente è sbocconcellato dai pesci (che ovviamente muoiono) ed è il prodotto della cultura occidentale (oggi sfortunatamente globalizzata) dell'"usa e getta".
Ebbene secondo lo studio di Legambiente, nel Mediterraneo, come "concentrazione" la situazione peggiore dell'Oceano Atlantico.
"Secondo lo studio, la plastica rappresenta il principale rifiuto rinvenuto nei mari poiché costituisce dal 60% all'80% del totale dell'immondizia trovata nelle acque. Un dato che, in alcune aree, raggiunge persino il 90-95% del totale ma anche nei mari italiani arriva a livelli gravissimi" scrive Legambiente.
A questo proposito Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente dichiara: "L'Italia è un Paese doppiamente esposto al problema della plastica e la dispersione dei sacchetti in mare. Lo è sia perché è la prima nazione per consumo di sacchetti di plastica 'usa e getta', visto che commercializza il 25% del totale degli shopper in tutta Europa, ma anche perché si affaccia sul mar Mediterraneo, coinvolto come i mari del resto del Pianeta dall'inquinamento da plastica". "Per queste ragioni - continua Stefano Ciafani - il nostro Paese ha giustamente adottato con la legge finanziaria 2007 il bando sugli shopper non biodegradabili in vigore dal 1 gennaio scorso. La Commissione europea, dunque, non può che salutare con favore questa novità normativa italiana, come ha recentemente fatto il Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, in occasione dell'incontro con il ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, favorendo la sua esportazione anche negli altri 26 paesi membri".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: