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Somalia: pirati sequestrano la Montecristo, 7 italiani a bordo

La Montecristo, una nave della compagnia livornese D'Alesio è stata attaccata al largo delle coste della Somalia. Un primo allarme è stato lanciato dal comandante Scussat, poi le comunicazioni si sono interrotte. Si attendono sviluppi.

Nei primi sei mesi del 2011 sono stati 266 gli attacchi dei pirati, secondo il rapporto dell'International Maritime Bureau (Imb) della Camera di commercio internazionale (Icc), ben 70 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E il 60 per cento sono effettuati da pirati somali. Come quello che ha fermato la "Montecristo", una nave della compagnia livornese D'Alesio adibita al trasporto di rottami di ferro, che è stata attaccata al largo delle coste della Somalia. Il comandate della Montecristo è il veneziano Diego Scussat, di trentennale esperienza, che è riuscito a dare l'allarme sia alla sala operativa della compagnia sia al comando interforze mentre una imbarcazione con 5 pirati armati stava per abbordare la nave. Da allora, le comunicazioni con la Montecristo si sono interrotte, e nulla si sa in merito al suo equipaggio, composto da 23 persone di cui 7 italiani, 6 di nazionalità ucraina e 10 di nazionalità indiana, come rende noto la compagnia D'Alesio che, attraverso dei comunicati pubblicati sul suo sito internet, aggiorna sulla situazione. "Quello che ci interessa in questo momento è portare in salvo i membri dell'equipaggio. Il resto sono numeri e carte" dichiara Nello D'Alesio, Vice Presidente Esecutivo del Gruppo D'Alesio, specificando che "è la prima volta che accade una cosa del genere" su una loro nave. Nonostante questo, essendo consci, continua Nello D'Alesio, che "quelle rotte sono pericolose il personale ha seguito anche alcuni corsi". La Montecristo doveva infatti trasportare materiali ferrosi in Vietnam, ed era partita dal porto di Liverpool il 20 settembre scorso. Dopo aver oltrepassato il Canale di Suez, è stata poi scortata da una nave giapponese nel Canale di Aden, per poi essere attaccata nel mezzo dell'Oceano indiano. "Siamo in contatto con tutte le autorità italiane e internazionali per far fronte all'emergenza" spiega ancora il Vice Presidente Esecutivo del Gruppo D'Alesio, spiegando però che dalla mattina del 10 ottobre non si ha "più nessun segnale dalla nave", anche se la speranza è che la notte porti finalmente delle "buone notizie". Il ministro degli Esteri Franco Frattini assicura che l'area è monitorata "con la consueta cautela per non mettere in nessun modo a rischio la sicurezza dell'equipaggio", presumendo che questa assenza di comunicazione con la nave potrebbe effetivamente significare che la Montecristo è stata sequestrata, e questo starebbe a significare l'inizio di "una fase moto delicata di accompagnamento della nave, senza azioni di forza che in questi casi possono esporre a grave pericolo l'equipaggio". Tra le navi italiane ancora sotto sequestro vi è la motonave "Rosalia D'Amato", assaltata il 21 aprile scorso nel mare Arabico e portata verso la Somalia, attualmente ancora nelle mani dei pirati a Nord di Mogadiscio, e la petroliera "Savina Caylyn" della società napoletana Fratelli D'Amato che fu attaccata l'8 febbraio scorso sempre al largo della Somalia. A bordo vi sono 22 persone tra cui 5 italiani, tanto che i loro familiari non smettono di manifestare per cercare di mantenere viva l'attenzione su questa drammatica situazione, arrivando fino a Piazza Montecitorio. Anche Papa Benedetto XVI, in occasione della cosiddetta "Domenica del Mare", cioè la Giornata per l'apostolato nell'ambiente marittimo, dopo la recita dell'Angelus del 10 luglio scorso ha assicurato la sua preghiera a tutti quei "marittimi che purtroppo si trovano sequestrati per atti di pirateria" auspicando che "vengano trattati con rispetto e umanità", pregando "per i loro familiari, affinché siano forti nella fede e non perdano la speranza di riunirsi presto ai loro cari".

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