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Enrico Ievoli libera dopo 118 di sequestro. In Italia il 1 maggio

Il mercantile Enrico Ievoli è stato liberato dai pirati che lo avevano sotto sequestro in Somalia dal 27 dicembre scorso. Soddisfazione da parte delle autorità e gioia nei familiari dei nostri 6 connazionali.

"Oggi, dopo 118 giorni, la MT Enrico Ievoli torna sotto il controllo dell'Armatore e sotto il comando del proprio Master". E' così che società Marnavi di Napoli annuncia che il mercantile sequestrato dai pirati il 27 dicembre scorso al largo delle coste dell'Oman e condotto in un porto somalo è finalmente stato liberato.
Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha espresso "grande soddisfazione per un esito positivo perseguito con tenacia, determinazione, e altissima professionalità da tutti i soggetti istituzionali coinvolti", precisando in una nota come la vicenda della Enrico Ievoli "è stata in questi mesi al centro di un'ampia azione diplomatica svolta anche nei confronti delle Autorità somale, alle quali è stato da parte italiana richiesto il massimo impegno affinché i nostri connazionali potessero tornare sani e salvi a casa".
Sulla Enrico Ievoli ci sono a bordo 18 persone, di cui 6 italiani (cinque siciliani e un pugliese), 5 ucraini e 7 indiani. I primi ad essere informati della liberazione, naturalmente, i familiari dei nostri connazionali, tra cui la moglie del comandante Agostino Musumeci, che spiega come il mercantile "arriverà al massimo il prossimo 1 maggio".
"Per arrivare al Canale di Suez - continua la signora Musumeci - ci metteranno cinque giorni. Da lì passeranno due-tre giorni ancora e poi potranno essere tutti a casa. Ora sono felicissima e ringrazio infinitamente l'armatore e tutti i suoi collaboratori che hanno lavorato notte e giorno e non ci hanno lasciato un giorno senza chiamarci".
La moglie del comandante anticipa già che il marito "continuerà a fare il lavoro che ha sempre fatto" e che lei però non avrà "paura" poiché confida nel fatto che "l'armatore prenderà delle precauzioni importanti".
Anche il Ministero degli Esteri conferma però l'impegno a combattere la pirateria in maniera tale da favorire nel prossimo futuro "la massima attenzione ed un sempre maggiore coordinamento nell'azione di contrasto da parte della comunità internazionale, sia sul piano bilaterale che attraverso i principali fori multilaterali, come avvenuto più di recente anche in ambito G8 e nel Consiglio NATO-Russia dove proprio l'Italia ha posto con enfasi la questione nell'agenda delle consultazioni tra gli alleati", conclude Terzi.
Grande soddisfazione arriva anche da Confitarma (Confederazione Italiana Armatori) che ha seguito sin dai primi giorni la vicenda del sequestro della Enrico Ievoli e che non manca di sottolineare come nonostante "le azioni militari e diplomatiche" siano "fondamentali per fronteggiare la pirateria nelle acque della Somalia" l'unica "soluzione duratura al problema della pirateria non potrà che essere politica, con un'azione che vada a estirpare a terra le cause del fenomeno".
Proprio per questo motivo Paolo d'Amico, Presidente della Confederazione Italiana Armatori, insiste nell'esigenza "di un rapido completamento dell'impianto normativo con il decreto regolamentare che dovrà consentire l'imbarco anche di team privati ove non fossero disponibili NMP" cogliendo "l'occasione per esprimere l'apprezzamento dell'armamento italiano per l'impianto normativo previsto dalla legge n.130 del 2011 e per la proficua collaborazione avviata con la Difesa in merito all'imbarco dei Nuclei Militari di Protezione sulle navi mercantili italiane che dall'ottobre scorso ha evitato numerosi attacchi alle nostre unità".

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