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Blitz sulla Montecristo, tutti salvi. Presto militari su navi italiane

La nave della società armatrice D'Alesio, la Montecristo, è stata liberata dai pirati, grazie ad un bliz coordinato dalla missione NATO "Ocean Shield". Intanto il Ministero della Difesa firma un protocollo d'intesa che prevede che presto sulle navi italiane ci potrà anche essere la presenza dei militari.

Alle ore 11 di ieri mattina la D'Alesio, società armatrice della nave Montecristo, comunicava attraverso il suo sito internet che le unità internazionali stavano monitorando la situazione ma che ancora non vi erano ulteriori sviluppi riguardo al sequesto della nave, che ha un equipaggio di 23 persone, tra cui 7 italiani. Alle 16.30, però, la notizia che i pirati che avevano abbordato la Montecristo si erano arresi, con relativa assicurazione che tutto l'equipaggio stava bene. A coordinare l'operazione di soccorso la flotta NATO "Ocean Shield" che si occupa di antipirateria, con attualmente al comando l'ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi, imbarcato sulla "Andrea Doria", che racconta all'Ansa come sia stato un "messaggio in una bottiglia" a dare il via all'intervento di liberazione. "Dopo aver attirato l'attenzione, con un razzo luminoso, della fregata americana De Wert che era stata mandata per prima sul posto ed aver steso una specie di lenzuolo ("con una scritta che però era illeggibile") - spiega Mattesi all'agenzia di stampa - i membri dell'equipaggio hanno gettato in acqua la bottiglietta, che è stata vista dalla fregata e recuperata con un gommone". Il messaggio nella bottiglia è stato essenziale perché ha fatto apprendere, alla flotta della NATO, che l'intero equipaggio stava bene e che si erano tutti messi al riparo nella zona blindata della nave, la cosiddetta "cittadella", comunicando inoltre che i pirati saliti a bordo erano 11. Dopo che il ministro della Difesa Ignazio La Russa, insieme al collega inglese Liam Fox, ha dato il via libera la bliz, l'operazione di salvataggio è iniziata. Per fortuna i pirati, sentendosi circondati, anche dall'alto grazie all'intervento di un elicottero, si sono immediatamente arresi. "I pirati si sono arresi senza sparare" spiega Nello D'Alesio, Vice Presidente Esecutivo del Gruppo D'Alesio, comunicando che oggi "l'Andrea Doria porterà i pirati somali a Gibuti". Nel ringraziare "tutte le autorità Italiane ed Estere coinvolte che hanno contribuito al successo dell'operazione", D'Alesio comunica che a bordo ci sono in effetti "parecchi danni" ma che il comandante è "molto contento e euforico" e che "tutto l'equipaggio sta bene" e ha già parlato con le rispettive famiglie. Questa vicenda, però, sembra che accelererà quell'accordo che prevede la presenza di militari su quelle navi italiane che transitano nelle zone a rischio pirateria. Il protocollo d'intesa è stato infatti firmato ieri al Ministero della Difesa. In conferenza stampa Ignazio La Russa ha poi anticipato che "dieci unità con base a Gibuti, composta ciascuna da sei marinai, potranno essere impiegate in funzione di difesa sulle navi battenti bandiera italiana che lo richiedono", precisando che seppur ancora da definire le regole d'ingaggio saranno basate "sul principio di autodifesa". In base a tale accordo, gli armatori pagheranno un rimborso alla Difesa per l'impiego dei militari sulle navi. Nel frattempo, non bisognerebbe spegnere i riflettori, e le telecamere, riguardo le altre due navi italiane ormai da tempo sotto sequestro, e cioè la petroliera Savina Caylyn e la motonave Rosalia D'Amato, in mano ai pirati rispettivamente dall'8 febbraio e dal 21 aprile scorso.

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