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Petrolio: OPEC e la "poltrona libica". FederPetroli attende novità

La crisi "prolungata" del Medio Oriente sta mettendo a dura prova il mercato del petrolio che vede alcuni dei suoi produttori tremare fra bombe e rivoluzioni (attuali o in fieri). FederPetroli ricorda il ruolo d'equilibrio sui mercati dell'OPEC. Aspettando chi si siederà sulla "poltrona libica".

Per chi non se ne fosse accorto, tra l'emozione di una rivoluzione mediterranea e il sibilo "silenziato" delle nostre bombe che impattano sulla Libia (naturalmente per proteggere i civili), il mondo si sta trovando nel pieno di una crisi petrolifera. La crisi petrolifera questa volta è squisitamente geopolitica visto che i territori da cui si estrae l'"oro nero" non attraversano un periodo di stabilità. Per questo essenziale sarà il ruolo dell'OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries - Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) come sottolinea FederPetroli Italia in una nota. Proprio in questi giorni l'OPEC è riunita a Vienna in un vertice dove si deciderà chi "siederà anche in futuro sulla poltrona libica", come ricorda il presidente di FederPetroli Michele Marsiglia. "Una delle ultime porte aperte rimaste per uscire dalla crisi petrolifera è quella dell'OPEC" afferma Marsiglia e sottolinea che: "I membri del Cartello hanno sempre fatto da punto di equilibrio sui mercati essendo Paesi produttori, ci aspettiamo che qualcosa si possa smobilitare da decisioni che verranno prese durante il vertice in corso".

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