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Rai Storia: stasera in tv il documentario di Ken Follett sulla peste nera

"'La peste è stata uno dei più grandi drammi dell'umanità; uccise un terzo della popolazione europea e paradossalmente rappresentò una spinta verso il progresso'. Parole di Ken Follett che inizia così il racconto della peste bubbonica del 1349 in tutta l'Europa nel documentario 'Viaggio nei secoli bui: la peste nera', in onda giovedì 23 luglio alle 21.30 su Rai Storia", pubblica in una nota la tv pubblica di Stato.

"'La peste è stata uno dei più grandi drammi dell'umanità; uccise un terzo della popolazione europea e paradossalmente rappresentò una spinta verso il progresso'. Parole di Ken Follett che inizia così il racconto della peste bubbonica del 1349 in tutta l'Europa nel documentario 'Viaggio nei secoli bui: la peste nera', in onda giovedì 23 luglio alle 21.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale Terrestre e ch. 23 Tivù Sat. per il ciclo 'a.C.d.C.' " segnala in un comunicato la tv pubblica.
"I primi segni della peste apparvero nell'ottobre del 1347: - si sottolinea - era una malattia del tutto sconosciuta, 'portata' dai marinai di una piccola flotta genovese di ritorno dalla Crimea."
"Da allora il morbo si diffuse in tutta Europa e nel marzo del 1348 era alle porte di Firenze: qui un medico - viene precisato dunque -, Francesco Gerini, nell'ospedale di Santa Maria Nuova, prescriveva pozioni di erbe comuni e usava sanguisughe per estrarre i veleni dal corpo."
"Inutilmente. Perché Gerini, come tutti i medici europei, non conosceva le forme di contagio. La peste devastò l'Italia, arrivò in Francia e raggiunse il sud dell'Inghilterra e Winchester, una delle più ricche città inglesi, dove il monaco Ralph Destonton, aveva deciso di restare per assistere i malati" si prosegue.
"Nell'Inghilterra orientale, nel villaggio di Walsham, invece, nella primavera del 1349 la famiglia Cranber venne decimata. Olivia e la sorella Hillary rimaste sole ereditarono una grande fortuna. Allevarono bestiame e lo esportarono. Un anno dopo le due donne possedevano sedici mucche e più di cento pecore. I lavoratori inglesi, intanto, divennero più forti. Sapevano che la peste aveva decimato la forza lavoro e che potevano chiedere di più. Così la peste, considerata a ragione un flagello epocale, fu anche un elemento di novità e di trasformazione dell'ordine sociale e politico medievale. Molti sopravvissuti ereditarono denaro e iniziarono a spenderlo investendo in nuove attività. Molti medici iniziarono a studiare l'anatomia umana, indagando le cause del contagio e opponendosi alla Chiesa che proibiva la dissezione dei cadaveri. Fu l'alba di un mondo nuovo" si riferisce al termine.

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